Rapporto Svimez conferma il trend positivo per il Sud, dice Famiglietti (PD)

Rapporto Svimez conferma il trend positivo per il Sud, dice Famiglietti (PD)

La Sardegna riprende a respirare: nel 2016 è uscita dalla fase recessiva e ha ottenuto per la prima volta dopo due anni un aumento del Pil.

E' impietoso lo scenario futuro per il meridione fornito da Svimez, l'associazione per lo Sviluppo delle Imprese del Mezzogiorno che oggi ha diffuso le anticipazioni del Rapporto 2017. Il miglioramento della situazione arriva soprattutto dall'industra. Le previsioni suggeriscono che nel 2017 il Pil aumenterà maggiormente nel centro-Nord, facendo quindi tornare indietro il Mezzogiorno rispetto alle altre zone d'Italia. Sul fronte occupazione il rapporto Svimez evidenzia come al Sud "l'occupazione è ripartita, con ritmi anche superiori al resto del Paese, ma mentre il Centro-Nord ha già superato i livelli pre-crisi, il Mezzogiorno, che pure torna sopra la soglia simbolica dei sei milioni di occupati, resta di circa 380mila sotto il livello del 2008, con un tasso di occupazione che è il peggiore d'Europa (di quasi 35 punti percentuali inferiore alla media Ue a 28)". L'incremento degli occupati anziani e del part time, però, "contribuisce a determinare una preoccupante ridefinizione della struttura e qualità dell'occupazione". Si è inoltre accentuato il divario generazionale, con oltre un milione e 900mila giovani occupati in meno rispetto ad un decennio fa. Per quel che riguarda i settori, nel 2016, aumenta l'occupazione nell'industria (+2,4%), mentre diminuisce nelle costruzioni (-3,9%).

La corsa della Campania - Tra le regioni del Mezzogiorno quella che è cresciuta di più nel 2016 è la Campania, con un + 2,4%.

La Campania è la Regione italiana che ha registrato nel 2016 il più alto indice di sviluppo con una crescita del 2,4% al termine di un triennio, dal 2014 al 2016, tutto all'insegna di dati positivi. La crescita del Pil del Sud nel 2016 è stata la conseguenza di alcune condizioni peculiari: "il recupero del settore manifatturiero, la ripresa del settore edile, il positivo andamento dei servizi". Il principale driver della crescita meridionale nel 2017, si spiega, "dovrebbe nuovamente essere la domanda interna: i consumi totali crescerebbero dell'1,2 per cento (quelli delle famiglie dell'1,4%) e gli investimenti al Sud del 2 per cento".