Migranti, l'Italia incassa sostegno di Francia e Germania. Nodo regole per Ong

Migranti, l'Italia incassa sostegno di Francia e Germania. Nodo regole per Ong

La posizione del ministro italiano è nota: l'Italia non può più essere il solo Paese di approdo per le navi di ogni nazionalità che salvano i migranti nel Mediterraneo. "E, in base alle decisioni dell'Agenzia dell'alto commissariato delle Nazioni Unite, assicurare le partenze ai primi verso l'Europa e il rimpatrio volontario assistito dei migranti economici" afferma il ministro Minniti in un colloquio con il Messaggero. "Il destino dell'Europa nei prossimi 20 anni si gioca in Africa. La Libia è un Paese di transito", con queste parole il ministro degli Interni Minniti prova a spiegare questo aumento degli arrivi in Italia. Nella capitale francese e quattro giorni prima del vertice informale dei ministri dell'Interno europei di Tallin, il responsabile del Viminale Marco Minniti tenterà di trovare un'intesa con i suoi colleghi di Francia e Germania sulla possibilità di ridistribuire il peso dell'accoglienza ai migranti. "Bisogna quindi cercare di creare un governo stabile, e stiamo lavorando per farlo, sapendo che anche questo è un modo per combattere i trafficanti di uomini, che hanno bisogno di istituzioni deboli per potersi muovere liberamente".

In realtà la Libia è uno Stato africano extraeuropeo e sovrano, per quanto in difficoltà, ex colonia dell'Italia fascista e poi sempre conteso fra le potenze europee, perché strategico nel Mediterraneo. In questa partita le Ong sono un attore fondamentale, con una libertà di movimento che ora si vuole limitare: l'ingresso in acque libiche potrebbe essere vietato, così come spegnere il trasponder di bordo per la localizzazione e fare segnali luminosi; e la "regia" delle operazioni dovrebbe essere riportata in maniera più definita sotto l'ombrello della Guardia Costiera. "Se l'Africa va bene, andrà bene l'Europa, se l'Africa va male andrà male l'Europa". Poi perché mai un Europa che ha distrutto la Libia di Gheddafi, in un'inutile guerra dove sono rimasti uccisi anche tanti civili, non abbia ancora mandato sue truppe in quel paese con il solo scopo di fermare il flusso migratorio, rimane un mistero. Se gli unici porti dove vengono portati i profughi sono italiani, c'è qualcosa che non funziona. Sono europeista e sarei orgoglioso se una nave soltanto, anziché arrivare in Italia, andasse in un altro porto europeo. Dunque, aveva aggiunto il ministro estone, "non daremo nessuna risposta, ma ascolteremo dall'Italia quali sono stati i cambiamenti quest'ultima settimana" per vedere "come affrontare la questione della protezione delle frontiere, dei porti e le relazioni con la Libia".