Migranti: domani firma codice, dubbi ong

Migranti: domani firma codice, dubbi ong

In merito alle possibili conseguenze per la mancata firma del codice di condotta proposto dal Viminale, Eminente ha affermato: "Ad oggi noi come Ong non sappiamo dire cosa comporti la mancata firma del Codice di condotta, quello che è certo è che in assenza del codice noi non cadiamo in una situazione non normata".

Msf, invece, ha contestato due aspetti specifici del documento: quello che prevede la presenza a bordo di agenti ("in nessun Paese in cui lavoriamo accettiamo la presenza di armi, ad esempio nei nostri ospedali"). Alla stessa decisione è arrivata anche l'organizzazione tedesca Jugend Rettet, Save the children invece ha sottoscritto per intero l'accordo. Le altre organizzazioni non hanno nemmeno partecipato all'incontro. La spagnola Proactiva Open Arms aveva già annunciato la propria opposizione. Venerdì scorso, al termine della seconda riunione, i tecnici del Viminale avevano predisposto la versione definitiva del Codice, accogliendo alcune richieste e chiarimenti invocati dalle organizzazioni. Ma non è stata accolta la richiesta che i poliziotti a bordo siano disarmati. "Anche se il codice era stato migliorato rimaneva il punto dei trasbordi: abbiamo chiesto di levarlo, perché rischia di pregiudicare l'intera operazione". "Riconosciamo l'approccio costruttivo da parte del ministro, i passi in avanti rispetto alla volta scorsa", ha spiegato Eminente. Tuttavia Eminente ha fatto sapere che vi è comunque "un impegno unilaterale da parte di Msf a rispettare tutti gli altri punti del codice", tra cui la trasparenza finanziaria e il non ingresso in acque territoriali libiche. La priorità "è quella di impedire inutili morti in mare", ha continuato, "e se firmare il Codice di Condotta rappresenta l'unica via legale per permetterci di perseguire questo obiettivo, allora Moas non può e non deve tirarsi indietro".