In Italia 6 milioni di pensionati prendono meno 1.000 euro (Inps)

In Italia 6 milioni di pensionati prendono meno 1.000 euro (Inps)

Ci sono poi la previdenza complementare, che va estesa e di cui vanno favoriti gli investimenti dei fondi nell'economia reale; la revisione dei meccanismi di rivalutazione (la proposta Cgil è "di adottare meccanismi a scaglioni"); la diversificazione delle speranze di vita per tipologia di lavori svolti; l'introduzione del riconoscimento contributivo del lavoro di cura, consentendo così, a tutti coloro che hanno sospeso il lavoro per accudire un familiare, di avere i contributi necessari per andare in pensione.

Rispetto ad una percentuale pari al 38% nel 2015, per chi prende meno di 1.000 euro al mese di pensione c'è stato quindi un calo di mezzo punto che però è ovviamente insufficiente. Questo rischio potrebbe essere in parte coperto fiscalizzando una componente dei contributi previdenziali all'inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto a tempo indeterminato.

L'incontro che si è svolto giorno 4 luglio, al Ministero del Lavoro, per riprendere il confronto sulla seconda fase di riforma delle pensioni, sulla base del Verbale d'intesa Governo sindacati, stipulato il 28 settembre del 2016, pur svolgendosi in sede tecnica, per iniziativa dei sindacati non è stato solo interlocutorio, ma si è entrati anche nel merito, almeno, nella tempistica del percorso. Intanto il presidente dell'Istituto di previdenza lancia l'allarme: "Chiudere le frontiere vuol dire distruggere il nostro sistema di protezione sociale", avverte Tito Boeri. La proposta dei sindacati, illustra il segretario confederale, è quella di "premiare la presenza e l'attività nel mondo del lavoro, non di dare a tutti una pensione minima garantita".

ANCHE LA UIL VERIFICA I DIRITTI INESPRESSI DEI PENSIONATI Anche la Uil ha deciso di avviare una campagna sui cosiddetti "diritti inespressi" dei pensionati, così da aiutare alcuni di loro, specialmente quelli con assegni più bassi, a ottenere delle integrazioni all'assegno cui magari non sanno nemmeno di avere diritto.

L'Ape social, importante novità della riforma delle pensioni diventata finalmente realtà, è al centro di un grande interesse per via delle migliaia di domande arrivate nei primi giorni in cui è stato possibile presentarle attraverso la piattaforma telematica dell'Inps. Con l'occasione la direttrice del Patronato Inas Cisl di Messina, Silvia Brunetto, ha avuto modo di chiarire: "l'Ape sociale non è una pensione, ma una indennità pagata dallo Stato che serve a raggiungere la pensione di vecchiaia".

Nella confronto governo-sindacati in tema di previdenza, uno degli argomenti principali è la pensione di garanzia per i giovani.

Sempre nella stessa giornata si è tenuta un'altra riunione all'Inps dove sono state affrontate alcune questioni problematiche nell'attuazione delle due misure che riguardano l'Ape sociale e della Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci.