G8 di Genova, Gabrielli: "Fu semplicemente una catastrofe"

Tre giorni di violenze, di scontri tra Black bloc, manifestanti e forze di polizia.

Cosa hai pensato quando hai letto l'intervista del capo della polizia Franco Gabrielli a Repubblica? Innanzitutto per la scelta sciagurata da parte del vertice del Dipartimento di pubblica sicurezza di esautorare la struttura locale, la Questura di Genova, dalla gestione dell'ordine pubblico.

"A Genova da anni denunciamo con forza che il modello sicurezza basato sul "pattuglione" oltre a non servire a nulla a livello investigativo crea aridità sociale sul territorio e leggere nelle dichiarazioni del nostro Capo della Polizia una netta presa di distanza proprio da quel metodo, oltre a gratificarci ci auguriamo serva da monito nei confronti di chi ha responsabilità politiche sul territorio ligure e genovese".

Persone che, a detta di Vaccarezza, "combattono anche per i poveri disgraziati come Giuliani", che non rispettano le regole, attaccano i poliziotti, ma poi li cercano quando hanno bisogno del loro aiuto.

La sostanza non cambia. Il governo ha una responsabilità gravissima in merito a questa legge che è un manifesto ideologico contro le Forze di Polizia al fine di inibirne l'attività e non punisce il reato di tortura.

Questo è il dato da cui desideriamo partire per rispondere alle richieste di presa in carico dell'archivio processuale del G8 da parte di chi ad oggi lo detiene.

Quante polemiche, allora. Gabrielli difende a spada tratta la magistratura, non solo quella genovana che si è occupata dei processi ma anche la Cassazione al cui vaglio sono passati quei processi. Come anticipato da Repubblica e dal Secolo XIX i tre potrebbero indossare nuovamente la divisa, come ha già potuto fare Massimo Nucera, l'agente che raccontò di aver ricevuto una coltellata durante il blitz notturno nell'istituto genovese dove dormivano i manifestanti. Colpisce questa fretta nel dare per scontato che i processi hanno fatto giustizia. "Ci chiediamo", concludono Agnoletto e Guadagnucci, "come i cittadini possano sentirsi tutelati nei loro diritti costituzionali da chi ha commesso tali reati e non ha mai riconosciuto le proprie responsabilità".

Gabrielli mette insieme fatti e responsabilità diverse. Come tutti gli agenti picchiatori che, nonostante la presenza dei migliori investigatori quella notte alla Diaz, non vennero mai identificati. Qualche dubbio però devono comunque averlo avuto a leggere la sentenza recentemente pubblicata, che rappresenta la seconda pesante condanna dell'Italia incapace, per decenni, di sanzionare i torturatori e i superiori che li coprono, come nelle vicende Diaz e Bolzaneto.

Da mercoledì 19 luglio a domenica 23 luglio 2017, a Genova, si tengono le iniziative per ricordare le giornate del G8 del luglio 2001: le centinaia di migliaia di persone in piazza contro i cosiddetti 8 grandi, una sfida radicale e di massa alla kermesse neoliberale per eccellenza. A Genova morì un ragazzo. Mentre l'origine di Genova e del massacro che ci fu a Napoli a marzo 2001, citato dallo stesso Gabrielli, sta in una volontà politica di stroncare un movimento universale e globale che aveva percorso tutto il mondo e l'occidente e che faceva paura ai potenti.

A livello nazionale, il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil (area di sinistra), Daniele Tissone, ha dato ragione "al capo".