Foto rubate ai vip: assolti Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Gianluca Neri

Foto rubate ai vip: assolti Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Gianluca Neri

Il giudice dell'XI sezione penale del Tribunale di Milano, Stefano Corbetta, ha assolto Lucarelli, Guia Soncini e Neri in parte con la formula del 'non doversi procedere' perché ha riqualificato uno dei reati contestati per i quali le presunte parti offese avrebbero dovuto presentare querela, in parte con la formula 'il fatto non sussiste'. Canalis era parte civile con Federica Fontana, altra showgirl. Tra questi, le foto di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney, che Neri ha scippato dalla email delle invitate per poi passarle alla Lucarelli, che poi le propose a Chi. I fatti risalgono al 2011 e i tre avevano respinto ogni accusa. Il cuore dell'inchiesta riguardava 191 fotografie scattate nel settembre 2010 durante il party per il 32esimo compleanno di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney, sul lago di Como. Per le altre due imputazioni contestate a vario titolo ai tre imputati, invece, tra cui una presunta tentata vendita degli scatti di Canalis e un trattamento illecito di dati personali, sono arrivate assoluzioni con formula piena. I tre erano finiti sotto accusa, però, anche per aver carpito o cercato di carpire dati sensibili di molti vip: negli atti erano saltati fuori i nomi, tra gli altri, di Mara Venier, Paolo Virzì e Scarlett Johansson.

Il pm aveva chiesto pene fino a 1 anno e 2 mesi, ma oggi è arrivata per tutti la sentenza di assoluzione (motivazioni tra 90 giorni). Gli investigatori della Procura hanno appurato che l'amico della Lucarelli Gianluca Neri - noto blogger conosciuto come "Macchianera" - ha rubato le foto dalla mail di una delle invitate e le ha cedute all'opinionista che ha chiesto 120 mila euro a "Chi" per pubblicarle. Il caso delle foto rubate ai vip si chiude quindi con tre assoluzioni. La Soncini nella sua memoria difensiva scrisse di Selvaggia Lucarelli: "Nessuno me l'ha presentata". Di entrambe ricordo che palava a voce così alta che la si sentiva da parecchi metri. Di Neri: "Ebbi di lui l'impressione di un fanfarone. Conoscenze comuni trovavano divertente la sua inattendibilità".