Fincantieri-STX: no a nazionalismo e protezionismo, dicono Calenda e Padoan

Fincantieri-STX: no a nazionalismo e protezionismo, dicono Calenda e Padoan

Sulla vicenda Calenda ha detto chiaro e tondo che: "non c'è verso che noi accettiamo il 50%". La dichiarazione è arrivata all'iniziativa di Forza Europa e il riferimento a martedì rimanda alla visita del ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, che sarà in Italia proprio per provare a riaprire la trattativa. E nei vostri poteri ma noi non ci muoviamo e non ci muoveremo di un millimetro. Alla mossa della Francia su Fincantieri-Stx "non si risponde nazionalizzando la Telecom, perché ad una fesseria non si risponde con una fesseria più grossa", dice il ministro secondo cui la posizione dell'Italia "farà bene alla Francia perché deve capire che nazionalizzare è sbagliato".

Fra le principali preoccupazioni dei francesi c'è la protezione delle capacità del cantiere: Parigi vuole "tutte le garanzie" che il know-how del cantiere navale di Saint-Nazaire non solo non esca dalla Francia, ma che non finisca a una delle più grandi potenze mondiali come la Cina. La proposta sul tavolo, dunque, è di (ri) nazionalizzare la rete in rame dell'ex monopolista delle tlc ora controllato dai francesi di Vivendi. La decisione presa dalla Francia su Stx "è una cosa seria - ha aggiunto Calenda - che mette in gioco come si sta insieme in Europa. Riteniamo che ci sia un progetto serio che è quello di Fincantieri, un progetto che prevede il 51%".

"Mi sembra che questo cambio di rotta non si possa spiegare se non con una mancanza di fiducia verso i partner italiani". Il governo negli ultimi giorni, per bocca anche del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, aveva espresso amarezza per l'inversione di tendenza espressa dall'amministrazione presidenziale francese.