Decreto vaccini, ok del Senato

Decreto vaccini, ok del Senato

Tutti i diritti di utilizzazione economica previsti dalla legge n. 633/1941 sui testi da Lei concepiti ed elaborati ed a noi inviati per la pubblicazione, vengono da Lei ceduti in via esclusiva e definitiva alla nostra società, che avrà pertanto ogni più ampio diritto di utilizzare detti testi, ivi compreso - a titolo esemplificativo - il diritto di riprodurre, pubblicare, diffondere a mezzo stampa e/o con ogni altro tipo di supporto o mezzo e comunque in ogni forma o modo, anche se attualmente non esistenti, sui propri mezzi, nonché di cedere a terzi tali diritti, senza corrispettivo in Suo favore. Una modifica chiesta già la scorsa settimana dalle opposizioni (M5S e Lega), poi fatta propria dalla relatrice, che ha ottenuto il placet della V Commissione Bilancio solo con un preciso vincolo di spesa: i vaccini monocomponenti andranno inseriti nelle procedure accentrate di acquisto "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". In dissenso dal proprio gruppo sono intervenuti la senatrice Paola De Pin (Gal), Domenico Scilipoti (Fi), Sante Zuffada (Fi), Giovanni Piccoli (Fi), Bartolomeo Amidei (Fi), Vincenzo D'Anna (Ala-Sc), Nerina Dirindin (Mdp), Pietro Langella (Ala-Sc), Emilio Floris (Fi). Il decreto vaccini, con il via libera di Palazzo Madama, passa ora all'esame della Camera dei deputati che dovrà dare l'ok definitivo al provvedimento entro il 6 agosto, pena il decadimento. Il testo è passato con 171 voti a favore e 63 contrari, oltre a 19 astenuti. Le mamme free vax avevano in mano un fiore con il numero 1.600.000, che ritengono essere il numero di persone che si oppongono ai vaccini obbligatori in Italia. Sono fortemente consigliati l'antimeningococcica B, l'antimeningococcica C, l'antipneumococcica e l'antirotavirus.

Previsto un periodo di tre anni per l'obbligatorietà, al termine dei quali, in base alla situazione sanitaria nazionale, le cose potranno essere riviste. Le multe inizialmente previste nel provvedimento potevano arrivare fino a 7.500 euro, mentre ora la sanzione massima prevista è pari a quella da 500 euro preventivata inizialmente.

Cancellata la previsione che stabiliva la perdita della patria podestà.

Le vaccinazioni saranno richieste anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Tra gli emendamenti approvati a Palazzo Madama, la riduzione dei vaccini obbligatori da 12 a 10 e la possibilità di prenotazione della profilassi anche in farmacia.