Charlie Gard, tutto rinviato: nuova udienza su cura sperimentale

Charlie Gard, tutto rinviato: nuova udienza su cura sperimentale

Quello del piccolo Charlie è il caso che ha smosso la coscienza non solo dei londinesi, ma di tutto il mondo. L'udienza è fissata per giovedì prossimo, 13 luglio (i genitori chiedevano ancora più tempo, dal 25 al 27 luglio) e non sarà necessariamente risolutiva, scrive su Twitter Fergus Walsh che segue per la Bbc il settore Salute. Il giudice Nicholas Francis al termine di quella preliminare ha affermato che i genitori potranno quindi esporre le "nuove informazioni" che dicono di avere sulla cura sperimentale per il bimbo di 11 mesi ricoverato a Londra. Dopo che nell'aprile 2017 la Corte Suprema britannica ha stabilito che l'ospedale aveva il diritto a sospendere le cure, ne è nata una battaglia legale con i genitori che volevano tentare di curare il bambino in una clinica statunitense che si era resa disponibile a tentare un trattamento sperimentale. "Ho fatto il mio lavoro e continuerò a farlo", ha ribattuto Francis.

Quanto al rinvio richiesto dai genitori, il giudice si e' detto "molto preoccupato" considerate le condizioni del bambino descritte dal Great Ormond Street Hospital, struttura che lo ha in cura. Nel frattempo la coppia ha raccolto oltre un milione di sterline per pagare il trattamento negli Stati Uniti; anche il presidente americano Donald Trump ha espresso il suo sostegno alla loro causa, impegnandosi a trovare un modo perchè il piccolo Charlie possa raggiungere gli Usa e ricevere il trattamento.

Durante l'udienza anche l'intervento disperato della mamma di Charlie, Connie Yates, che al giudice ha urlato: "Ti stanno mentendo", riferendosi al Gosh. Parlando ai giornalisti Connie ha spiegato che se Charlie ricevesse quel trattamento negli Stati Uniti avrebbe un 10% di possibilità di sopravvivenza e che si tratta di un'occasione da non perdere. Il legale dell'ospedale affermava davanti al giudice che le prove portate dalla famiglia del bambino e relative alla terapia si riferiscono a patologie unicamente muscolari e non ai danni al cervello e che le presunte evidenze da nuove ricerche provengono solo da laboratori e non da test su pazienti.