Centrodestra, Alfano a Berlusconi: ripartiamo dalla Sicilia

Centrodestra, Alfano a Berlusconi: ripartiamo dalla Sicilia

Ma le condizioni poste da Alfano sono considerate eccessive. A Genova Berlusconi ha dovuto dividere il successo con Salvini. In un colloquio con il direttore del "Tempo", Gian Marco Chiocci, Alfano l'ha detta così: "Ho proposto a Micciché di dare la presidenza a noi, così potremo contare di più".

Per il capo della Farnesina, con il sostegno di Area popolare la coalizione di centrodestra, che nell'Isola è ancora alla ricerca di un candidato governatore, potrebbe riuscire a imporsi "contemporaneamente contro Renzi e contro Grillo a differenza di quanto accaduto in Liguria".

Il referendum del 22 ottobre in Veneto e Lombardia, per il presidente azzurro, "servirà a dare un segnale, del quale l'establishment, la classe dirigente farà bene a tenere conto, se non vuole perdere del tutto il contatto con le aree più vitali e produttive del nostro paese".

Con il coordinatore siciliano Gianfranco Micciché si è già incontrato diverse volte. Il Pd ha annullato la riunione della segreteria regionale in programma per oggi. Da dove - dicono - è partita una telefonata per capire se ci sono margini di ricucitura con Alfano. E' ancora risentito per il modo in cui Angelino ha lasciato Forza Italia. A livello nazionale è diverso. Perchè ci potrebbe anche essere un'intesa a livello regionale (Alfano ha lanciato il nome dell'eurodeputato La Via ma FI e centristi potrebbero convergere sulla figura di Musumeci) ma da Arcore si esclude categoricamente un patto in vista delle Politiche. Berlusconi ha delegato Miccichè per cercare una soluzione. In ambienti di Forza Italia sono queste le valutazioni che si registrano rispetto al piano di Alfano.

E il parallelismo fra Forza Italia e il PDL del 2013. Non polemizza Matteo Salvini, che chiede "il voto subito, con qualunque legge elettorale", e che alla domanda se serva un centrodestra unito anche con FI replica sicuro: "Assolutamente sì". Un ritorno dell'attuale ministro degli Esteri verrebbe infatti percepito negativamente dall'elettorato, tanto che il saldo tra voti guadagnati e persi risulterebbe negativo. "Se lo spazio di mercato è intorno ai 10 punti, a me basta ottenerne un terzo per superare lo sbarramento del 3% e diventare determinante", conclude Alfano.

E in questo scenario, come al solito, la Sicilia sarebbe centrale.