Zuckerberg dichiara guerra al terrorismo sui social (e chiede consiglio agli utenti)

Zuckerberg dichiara guerra al terrorismo sui social (e chiede consiglio agli utenti)

E quando Facebook identifica pagine, gruppi, post o profili che supportano il terrorismo, utilizza algoritmi per trovare materiale correlato in tutta la sua piattaforma sociale. Insomma, come potrebbe Facebook scovare un gruppo di terroristi che usa il social network per tenersi in contatto senza poter tracciare cio' che gli utenti condividono?

Come possiamo decidere quali post rimuovere?

"La societa' cresciuta sui social", cosi' si definisce, chiede aiuto agli utenti a migliorarsi e apre il blog 'Hard Questions' (domande difficili) in cui interroga se stessa e i due miliardi di persone che la usano.

Per quanto riguarda il terrorismo, la posizione di Facebook su questo argomento è abbastanza chiara: "non pensiamo che dovrebbe esistere un posto per il terrorismo su Facebook o altrove in Internet" spiega Zuckerberg.

Ma l'azione non è portata avanti soltanto da queste persone: il colosso dei social, infatti, ha sferrato l'attacco ricorrendo all'intelligenza artificiale, "per quanto recente sta già dando risultati", si legge nel post pubblicato sul blog proprio ieri. "Abbiamo dei team che valutano le informazioni riferite a post che sostengono il terrorismo: cerchiamo di rimuoverli il più velocemente possibile. Ma nel caso del terrorismo, penso che esista una forte possibilità che l'IA possa aiutare a mantenere la nostra comunità al sicuro e quindi abbiamo la responsabilità di perseguire questo". Nei rari casi in cui ci accorgiamo che la minaccia è imminente, avvertiamo le forze dell'ordine. Chi decide cosa è controverso? "E' un sistema questo, che confida sulla gente, e sulla sua disponibilità a dirci dei contenuti terroristici che vedono". Mark Zuckerberg, infatti, non rimane a guardare mentre le piattaforme web vengono utilizzate sempre più spesso (troppo spesso) per veicolare messaggi di propaganda: ha creato un impero e non intende fare in modo che diventi il cavallo di Troia dei terroristi.

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