Veneto Banca-Popolare Vicenza: l'ok a Intesa è in arrivo, ma quanto costerà?

Veneto Banca-Popolare Vicenza: l'ok a Intesa è in arrivo, ma quanto costerà?

Ovvero, nessuna ricapitalizzazione a carico della banca che compra e nessun impatto negativo sui conti.

Gli analisti di *Credit Suisse *in un report hanno affermato che lo scenario che si sta configurando potrebbe rivelarsi favorevole sia per Intesa che per le altre banche che vedono venir meno un rischio sistemico.

Nonostante l'auspicio che l'acquisizione delle parti sane delle due banche vada a buon fine, rimane salvo il fatto che l'unica opzione concreta per lo scarico degli npl sia la responsabilità del Ministero del Tesoro, sul quale graverà l'onere di costituire il veicolo societario mangia sofferenze. Alle bad bank vengono invece ceduti i 10,2 miliardi di crediti deteriorati che piombano i bilanci, e lo Stato si impegna a ricapitalizzarle.

Se però Intesa non intende farsi carico degli immensi problemi delle due banche, e posto che questi non possono certo sparire senza che nessuno provveda a mettere i quattrini, chi pagherà il conto di questo pseudo-salvataggio? Intanto la leader della Cgil, Susanna Camusso, si dice "preoccupata" per la mole di esuberi in arrivo mentre le associazioni dei piccoli azionisti veneti, a cui era stato promesso di recuperare qualcosa delle perdite miliardarie, si disperano per via dell'inevitabile azzeramento bis, in compagnia del fondo Atlante e dei titolari di bond subordinati. "Il punto di domanda è se il Mef sarà autorizzato a iniettare capitale nella bad bank da parte della Dg Comp" rileva Equita Sim, che stima in 2,5 miliardi i costi di ristrutturazione.

Mion è ben consapevole di non avere potere negoziale, infatti sull'offerta di Intesa Sanpaolo glissa velocemente affermando come questa "è stata ritenuta la migliore possibile", ben consapevole di non poter tirare la corda, ma solo di "definire bene tutti i dettagli che ancora non conosciamo".

Esaminando a mente fredda le scarne informazioni emerse ieri dai comunicati ufficiali delle parti in causa, risalta che - alla fine - sei mesi di impasse da quel fatidico 21 dicembre in cui Gentiloni emanò il decreto sul "salvataggio" a ieri sono serviti solo a trovare "il nome" da dare all'intervento pubblico su ciò che resta dei due istituti, e l'entità della punizione da infliggere agli azionisti (circa 170 mila) e agli obbligazionisti (circa 20 mila) attuali delle due banche, in massima parte diversi da quelli che negli anni passati scelsero e confermarono molte volte le gestioni dissennate che hanno creato il dissesto e sono solo rei di essere rimasti col cerino in mano. "Questa è un'operazione criminale, il completamento della macelleria sociale", lancia l'avvocato Luigi Fadalti che rappresenta 200 risparmiatori di Veneto Banca.

Come già accennato, uno dei tratti fondamentali del piano di Intesa Sanpaolo riguarderà la creazione di una bad bank nella quale far confluire i crediti deteriorati di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. E' quanto ha anticipato il sito del Sole 24 Ore, che riporta che sul tema tutte le agende sono fitte di appuntamenti. In totale sono quattro miliardi, che sottratti al totale valgono un intervento statale fra gli otto e i nove.

Veneto Banca, Popolare di Vicenza e la loro lotta per il salvataggio non smettono di tenere l'intero comparto bancario con il fiato sospeso.