Vaccini: Zaia, Veneto impugna decreto

Vaccini: Zaia, Veneto impugna decreto

L'impugnativa non si fa perché siamo contro vaccini. "Le mamme dicono '12 vaccini nel corpicino del mio bimbo mi sembrano un'esagerazione'". "La nostra scelta - ha sottolineato Zaia - non mette in dubbio l'importanza e l'utilità dei vaccini". Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, secondo cui il rischio è di avere "una fuga" dalle vaccinazioni come risposta a fronte di un modello veneto "basato sull'ascolto che funziona, come dimostra il 92,6% di copertura che abbiamo". "La nostra preoccupazione è che l'effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione". Nella Unione europea 15 Paesi non hanno obbligo, 14 hanno l'obbligo solo per un vaccino. Noi non vogliamo che il ricorso sia visto come una posizione contro i vaccini.

La decisione di Zaia sui vaccini si muove nel solco della mobilitazione di alcune istituzioni locali nei confronti del decreto Lorenzin: la scorsa settimana, ad esempio, il consiglio della provincia autonoma di Bolzano aveva approvato all'unanimità una mozione contraria al provvedimento, con il voto favorevole della SVP (alleato dell'attuale governo) e l'assenza dall'aula degli esponenti del Partito Democratico. Ma, spiega la Regione, "dopo la decisione del Governo di estendere l'obbligo vaccinale a livello nazionale, i quattro vaccini resi obbligatori dalla legge regionale sono tutti disponibili nella dose unica esavalente, che contiene anche pertosse e haemophilus influenzae di tipo B". Il tribunale ha rinviato al prossimo 17 ottobre il pronunciamento dopo aver ricevuto dal ministero della Salute la relazione sulla divisione di competenze tra ministero stesso, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni.