USA minaccia Siria: con nuovo attacco chimico "pagherebbe un prezzo molto alto"

Il durissimo avvertimento della Casa Bianca, indirizzato al presidente siriano Bashar al-Assad, è tanto chiaro quanto inusuale. E basterebbe che gli Usa, l'Arabia Saudita, la Turchia e Israele la smettessero di interferire per permettere all'esercito siriano di spazzare via le forze che da 6 anni invadono il Paese. Perché per il presidente americano Donald Trump l'uso di armi chimiche è divenuto una linea rossa da non valicare, se non si vuole incorrere in una reazione militare da parte dell'esercito americano. Proprio un attacco con armi chimiche nelle regione settentrionale di Idlib, nella cittadina di Khan Sheikhoun, provocò in aprile la morte di oltre 80 persone, tra cui molti bambini, con sintomi riconducibili a gas nervini. Gli Usa avevano reagito al precedente attacco chimico con una sessantina di missili contro la base da dove erano partiti i raid. Le attività sono simili ai preparativi che il regime ha fatto prima dell'attacco di armi chimiche del 4 aprile 2017. Washington ha avvertito che il regime di Damasco pagherebbe un "prezzo molto alto" se questo progetto andasse avanti.

Ma la tensione torna a salire non solo con Damasco, bensì anche con la Russia: "Se vi saranno altri attacchi contro il popolo siriano sarà accusato Assad ma anche la Russia e l'Iran che lo sostengono nell'uccidere la propria gente", ha dichiarato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley, dopo il comunicato diffuso dalla Casa Bianca.

Mosca e Teheran sono entrambe alleate con il governo di Assad.

"Come abbiamo precedentemente affermato - ha proseguito Spicer - gli Stati Uniti sono in Siria per eliminare lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria".