Unione Europea sanziona Google: multa record

Unione Europea sanziona Google: multa record

Questa è sanzione più severa mai imposta, perché - la multinazionale Google - ha abusato della sua posizione dominante nel campo dei motori di ricerca, dando un vantaggio illegale al suo servizio di comparazione degli acquisti.

La Commissione ha ordinato all'azienda americana di porre fine a queste pratiche anti-concorrenziali entro 90 giorni, altrimenti incorrerà in altre sanzioni, una multa fino al 5 per cento del fatturato giornaliero di Alphabet, la holding dell'azienda.

Si tratta di una multa record, più che doppia rispetto a quella fatta ad Intel nel 2009, che ammontava a 1,2 miliardi di dollari. Una decisione accolta con soddisfazione dalla commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager."Quello che Google ha fatto - ha osservato la rappresentante della Commissione europea - è illegale per quanto riguarda le regole Ue: ha impedito alle altre società di fare concorrenza sulla base dei loro meriti e di innovare". Questo è bene. Ma la strategia di Google sul suo servizio di comparazione acquisti non intendeva semplicemente attirare utenti rendendo il suo prodotto migliore dei rivali.

L'inchiesta su Google è stata avviata sette anni fa in seguito alle denunce dei competitors quali News Corp., Axel Springer e Microsoft, quando il commissario alla concorrenza UE era ancora Joaquin Almunia.

La Commissione europea stanga Google con una multa di 2,42 miliardi di euro per violazione delle norme antitrust dell'UE. L'azienda, inoltre, sta valutando di "ricorrere in appello". Nel frattempo, l'UE continua a portare avanti le indagini su Google in altri due casi: uno relativo alle condizioni a cui devono sottostare i produttori di dispositivi Android per avere accesso ai servizi Google, l'altro relativo al presunto abuso di posizione dominante del servizio di advertising AdWords. Al tempo stesso, il traffico sui servizi dei concorrenti è crollato: fino al 92% in meno in Germania.

Google ha, naturalmente, respinto le accuse, spiegando di essere pronta ad esaminare nel dettaglio il dossier della Commissione e di prepararsi per un ricorso.

In linea teorica, la Commissione Europea, per questo tipo di abuso, può infliggere una sanzione pari ad un importo massimo di circa il 10% dei ricavi totali della società.