Tre arresti nel Brindisino nella lotta contro il caporalato

Tre arresti nel Brindisino nella lotta contro il caporalato

Prosegue l'offensiva dei carabinieri del comando provinciale di Brindisi contro il caporalato.

Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri di Brindisi perché ritenute responsabili di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati, il cosiddetto "caporalato". Sono una quarantina i braccianti che sarebbero stati condotti a Polignano a Mare (Bari) per prestare servizio alle dipendenze di un'azienda agricola.

In manette sono finiti Michelangelo Veccari, la compagna Valentina Filomeno, Grazia Ricci e Maria Rosa Putzu.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini le donne, 15 quelle in stato di bisogno, venivano prelevate da Villa Castelli (Brindisi) e da altri comuni del Brindisino e del Tarantino per essere trasportate nel Barese. A fronte di una paga spettante pari a 131 euro al giorno, i braccianti avrebbero ricevuto invece dai 40 ai 60 euro.

L'inchiesta è partita dalla denuncia di una donna che ha raccontato di essere stata picchiata per aver chiesto la regolarizzazione del contratto. Il giro sarebbe stato gestito dalla coppia Veccari-Filomeno. "Con l'agenzia lavori un mese, con noi lavori sei mesi, otto mesi - le dice un caporale - Quindi dipende da cosa vuoi fare". La manodopera proveniva prevalentemente dalle province di Brindisi e Taranto e sarebbe stata sfruttata con minacce ed intimidazioni, subite per via dello stato di bisogno e di necessità. In alcune registrazioni riportate nell'ordinanza cautelare si sentirebbe parlare delle lavoratrici in questi termini: "Alle femmine pizza e mazzate ci vogliono, altrimenti non imparano".