Tratta esseri umani, arresti anche in Abruzzo

Tratta esseri umani, arresti anche in Abruzzo

Nove donne e 4 uomini, tutti nigeriani.

Un'operazione svolta dalla Polizia di Stati di Cagliari, finalizzata al contrasto dell'immigrazione clandestina ed al relativo sfruttamento delle attività illecite, ha permesso nella tarda mattinata di oggi alla Squadra Mobile di eseguire il decreto di fermo indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Cagliari, a carico di 13 indagati ritenuti responsabili, in concorso ed a vario titolo, dei reati di tratta di essere umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della protsituzione. L'accusa è anche di sfruttamento della prostituzione.

I RACCONTI CHOC - Nelle indagini della Mobile, comandata dal dirigente Marco Basile, e coordinate dalla Dda e in prima persona dal pm Rita Cariello, sono emersi i racconti choc delle vittime spesso sentite dalle unità di strada antitratta: trasformate in schiave e minacciate pesantemente di ritorsioni, anche fisiche, nei confronti dei parenti rimasti in Nigeria. In un primo momento venivano reclutate le donne che, una volta giunte in Italia, venivano segregate per diversi giorni in piccoli appartamenti, fuori da ogni contatto con l'esterno. Erano selezionate in Nigeria o in Ghana per la loro bellezza, venivano poi convinte a lasciare il Paese d'origine con la promessa di un lavoro.

Il gruppo criminale (composto prevalentemente da cittadini nigeriani) è accusato di essere l'ultima parte di un complesso sistema che sfrutta le tratte dei migranti provenienti dal centro Africa verso l'Europa.