Strage 904: difesa Riina, Lui parafulmine, ora lasciatelo in pace

Strage 904: difesa Riina, Lui parafulmine, ora lasciatelo in pace

Il boss e' a processo, davanti alla corte d'assise d'appello di Firenze, per la strage del rapido 904, avvenuta il 23 dicembre del 1984.

Luca Cianferoni, il suo difensore di fiducia, non è ancora arrivato in aula e, per il momento, è sostituito dall'avvocato Valentina Ferri. Il legale non ha voluto aggiungere altro sulle polemiche suscitate dal rinvio da parte della Cassazione al tribunale di sorveglianza di Bologna della decisione dei giudici bolognesi sulla richiesta di scarcerazione per gravi motivi di salute: "Qui stiamo parlando di un'altra vicenda - ha concluso Cianferoni - non credo sia corretto parlare di questo". Insomma: nonostante fosse malato, il boss poteva tranquillamente rimanere in carcere. Riina era già stato assolto in primo grado, dalla Corte d'assise di Firenze, il 14 aprile 2015, "per non aver commesso il fatto". Nell'udienza del 27 aprile scorso fu necessario interrompere la sessione per consentire l'intervento del personale sanitario per assistere Riina. Rosaria Manzo, presidente dell'Associazione delle vittime del rapido 904. Il boss mafioso è accusato di essere il mandante, il determinatore e l'istigatore dell'attentato. Le indagini che hanno portato al processo di Riina furono riaperte sette anni fa. Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione dei familiari dei Georgofili, definisce "ignobile" l'idea di concedere gli arresti domiciliari E anche Salvatore Borsellino non ha dubbi: far uscire dal carcere Riina equivarrebbe a "una resa dello Stato di fronte a un criminale che gli ha dichiarato guerra", e sarebbe come uccidere una seconda volta suo fratello Paolo, morto nella strage di via D'Amelio.