Stadio della Roma, via libera dalla giunta alla delibera

Stadio della Roma, via libera dalla giunta alla delibera

È una frase che suona come un monito alla sua maggioranza, quella che ieri a fine giornata la sindaca Virginia Raggi ha pronunciato in merito all'iter per approvare finalmente il progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle.

Il nuovo progetto, per il quale sono previste opere pubbliche per un valore complessivo di 120 milioni di euro, è stato sostanzialmente ridefinito dal Comune che, come spiegato in una nota, prevede "l'eliminazione delle tre torri, la realizzazione di edifici a basso impatto ambientale realizzati con alti standard energetici, il superamento del rischio idrogeologico ma anche il significativo miglioramento della mobilità e del traffico viabilistico di ingresso-uscita dal centro città". La delibera approderà in Aula per il voto la prossima settimana. Al suo posto resta l'idea di fare il Ponte dei Congressi, anche se ci sono molte incognite, sopratutto sui tempi di realizzazione e sulla sua collocazione. Presentati, per altro, come una sorta di rivoluzionario "asse di collegamento ciclabile" fra "le direttrici nord sud, ed est-ovest", "realizzando una nuova dorsale volta a favorire lo scambio ferro-biciletta". Trentotto i milioni saranno invece stanziati per rifare l'intera via Ostiense/via del Mare dall'inizio a viale Marconi fino all'intersezione con il Grande Raccordo Anulare (la stessa cifra, nella vecchia versione "mariniana" del progetto, riusciva a finanziare il rifacimento dell'intera arteria dallo Stadio al Raccordo). Il reale testo della delibera, però, in barba alla tanto decantata trasparenza 5 Stelle, non è stato consegnato alla stampa: mancano, quindi, tutti i riferimenti reali alle cubature e alle superfici ed è necessario accontentarsi della decantata riduzione del 50% delle cubature del business park.

La Roma, insomma, si avvia ad avere una casa tutta per sé.

La delibera dovrà ora essere approvata dal Consiglio comunale. Io su questo non posso rispondere, perché non sono io l'imprenditore che posa la prima pietra.

ROMA "Mi aspetto di andare avanti secondo gli impegni che abbiamo preso e concordato".