Spending review, 30 i miliardi risparmiati

Spending review, 30 i miliardi risparmiati

A fine del 2016, complessivamente, l'ammontare della spesa corrente al netto degli interessi sul debito e delle prestazioni previdenziali ed assistenziali, su cui si è concentrata la spending review, ammonterebbe a 368 miliardi mentre quella considerata aggredibile al netto dei trasferimenti UE e delle partite di giro sarebbe stata di 327,7 miliardi. La spending, ha aggiunto, ha creato due terzi delle risorse per il risanamento dei conti, la riduzione della pressione fiscale e il finanziamento dei servizi pubblici essenziali.

"Mi permetto di lanciare un appello alle forze politiche e al Governo che verrà, di non mollare la presa" ha affermato Gutgeld, considerando che "questa legislatura si avvia alla sua chiusura", che "ci vuole tempo per tagliare, per cambiare le organizzazioni, per cambiare i meccanismi operativi". Nel 2016 le gare bandite sono state 274, il 56% in più rispetto al 2014 e nel complesso, ha spiegato Gutgeld, "la spesa presidiata, ovvero le merceologie di beni e servizi che Consip mette a disposizione attraverso i suoi strumenti è pari a 48,3 milairdi nel 2016, il 28% in più rispetto al 2014" e la spesa intermediata, ovvero il valore complessivo delle forniture erogate alle amministrazioni su contratti attivi è di "8,1 miliardi nel 2016, il 33% in più rispetto al 2014". Noi siamo alla ricerca delle sacche di inefficienza che determinino sprechi, ma anche delle sacche che devono essere migliorate.

Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha commentato a Montecitorio i contenuti della Relazione annuale illustrata dal Commissario straordinario del Governo per la razionalizzazione e revisione della spesa, Yoram Gutgeld.

Il ministro si sofferma poi sulla mission della politica economica. "Il nostro orizzonte - ha precisato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni - il nostro traguardo, non è quello dei tagli e basta, ma è quello dell'efficienza".

"Certo nella pubblica amministrazione esistono sprechi, - ha osservato il premier - ma farla facile è un sport abbastanza diffuso e tutto sommato non conviene". Durante la relazione, il titolare del Mef si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa nel sottolineare l'importante lavoro svolto dal commissario: "Mi auguro che dopo questa relazione leggerò un po' meno sulla stampa che in Italia la spending o non si è mai fatta o si è fatta male".