Sparizione Emanuela Orlandi: esiste il dossier segreto in Vaticano?

Sparizione Emanuela Orlandi: esiste il dossier segreto in Vaticano?

"Per noi, il caso Orlandi è un caso chiuso: abbiamo già dato tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti". Le dichiarazioni di monsignor seguono di poche ore la presentazione di un'istanza di accesso agli atti per poter visionare i documenti relativi al caso di Emanuela custoditi nell'archivio di Stato vaticano.

I familiari di Emanuela Orlandi non si sono arresi e continuano a chiedere la verità sulla scomparsa dell'allora ragazza. Non possiamo fare altro che condividere, simpatizzare e prendere a cuore la sofferenza dei familiari. Tante le teorie che sono state prese in considerazioni dagli inquirenti e dagli investigatori, compresa la famiglia della giovane e la trasmissione Chi l'ha visto?, da anni in prima linea nel caso di Emanuela Orlandi. Una richiesta che, come sottolinea Il Corriere della Sera, potrebbe portare a risultati clamorosi. Monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana nega che dalla Santa Sede possano emergere documenti che portino a riaprire il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a 15 anni, il 22 giugno del 1983 a Roma. Eppure del carteggio, come si specifica nel ricorso, hanno parlato più fonti arrivando ad elencare la natura di alcuni scritti. Da qui la necessità da parte del fratello di Emanuela Orlandi di avere un'audizione con Parolin.

La posizione ha lasciato del tutto stupefatti i legali, ma soprattutto Pietro Orlandi, sempre più determinato a scoprire la verità. Questa nuova strategia per rompere il silenzio, che ormai dura da troppi anni, consiste nel coinvolge direttamente le gerarchie della Chiesa e ciò è stato possibile grazie allo scandalo Vatileaks. "Non so se la magistratura italiana abbia nuovi elementi, ma da parte vaticana non c'è nulla da dire in più di quanto non si sia già detto". Le indiscrezioni parlano di un arco temporale che arriva fino al 1997, ma su questo non ci sono dati certi ed è proprio uno degli argomenti che gli avvocati della famiglia Orlandi vorrebbero affrontare con il cardinale Parolin.

Nell'istanza si fa esplicito riferimento ad "alcune fonti che riferiscono dell'esistenza presso la segreteria di Stato del dossier con dettagli anche di natura amministrativa dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento". Tra queste una acquista grande importanza: è il 22 aprile 1994 quando viene ammesso che "tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato". Un prelato che potrebbe parlare e offrire una svolta, storica, e decisiva, sul mistero di Emanuela.