Siria: Usa, Assad pagherà caro se nuovo attacco chimico

Siria: Usa, Assad pagherà caro se nuovo attacco chimico

Ieri il giornale Usa "Politico" ha pubblicato uno scoop secondo cui alcuni membri del Congresso avrebbero scritto alla Casa Bianca chiedendo il ritiro dall'accordo di disarmo missilistico firmato con la Russia nel 1987.

"Gli Stati Uniti hanno identificato potenziali preparativi per un altro attacco con armi chimiche da parte del regime di Assad che potrebbe risultare nell'omicidio di massa di civili, compresi i bambini innocenti" si legge nel comunicato di Spicer, notando che i preparativi in corso sono simili a quelli che hanno preceduto l'attacco dello scorso aprile. L'interpretazione più probabile dell'annuncio di Spicer è che gli Usa abbiano voluto rispondere con la massima enfasi all'atteggiamento minaccioso russo, che dopo l'abbattimento del jet siriano da parte degli Usa la settimana scorsa avevano promesso agli Usa che qualsiasi loro velivolo che avesse varcato la riva occidentale dell'Eufrate sarebbe stato considerato un obiettivo, mentre la Siria dal canto suo dichiarava che l'attacco americano non sarebbe rimasto impunito.

Mosca e Teheran sono entrambe alleate con il governo di Assad.

Poco importa se le prove in mano agli Usa non reggessero l'accusa di uso di armi chimiche. Il 4 aprile nella cittadina di Khan Sheikhoun morirono oltre 80 persone, con sintomi riconducibili a gas nervini, forse del tipo Sarin. La donna ha confermato al Jdd l'invio di denaro ma ha negato di averlo distratto dai 90 mila euro di sovvenzioni che lo Stato ha versato all'associazione.

Una minaccia simile può solo che incrementare il disordine già esistente tra le varie forze che si contendono larghe fette di territorio in Siria, con il rischio di una escalation militare. "Come abbiamo precedentemente dichiarato, gli Stati Uniti sono in Siria per eliminare l'Isis, ma se Assad compie un altro massacro usando armi chimiche, lui e il suo esercito pagheranno un alto prezzo". E' il monito lanciato dalla Casa Bianca, che ha avvertito che il regime di Damasco pagherebbe un "prezzo molto alto" se questo progetto andasse avanti.