Siria, capo forze arabo-curde: siamo entrati a Raqqa da Est

Siria, capo forze arabo-curde: siamo entrati a Raqqa da Est

La tv di Stato siriana afferma che 43 civili sono stati uccisi a Raqqa, bastione dell'Isis nel nord della Siria, in raid aerei della Coalizione guidata dagli Usa.

"Abbiamo iniziato l'attacco su Raqqa". La città è da tempo bersaglio delle diverse parti coinvolte nel conflitto siriano: il Governo di Damasco, la Russia, la Turchia e la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

La "grande battaglia" annunciata oggi da Talal Sello, portavoce delle Forze democratiche siriane (Sdf), è iniziata, la presa e la liberazione di Raqqa.

La notizia è stata rilanciata anche dall'agenzia di stampa italiana Ansa che ha contattato attivisti anti-Isis in collegamento con loro familiari rimasti nella città assediata dai curdi su tre lati. Negli ultimi due mesi le forze curde sono riuscite a liberare Tabqa, 40 chilometri a ovest di Raqqa, che era finita insieme alla sua diga sotto controllo dell'Isis. A sud dell'asse offensivo curdo, infatti, scorre il fiume Eufrate che, senza ponti, ostacola fisicamente la fuga dei jihadisti e, soprattutto, dei civili. Il comandante Rojda Felat: "Le nostre forze sono entrate in città dal quartiere Mechlab, ad est della città". La città si trova a una novantina di km dal confine con la Turchia. In ogni caso, secondo l'ONU da aprile a oggi sono almeno 100mila le persone già sfollate a causa dei combattimenti intorno a Raqqa. Townsend ha però ricordato come la campagna, che vede impegnate sul campo da mesi le forze curde, sta contribuendo a demolire definitivamente "l'idea di un Califfato fisico".

A Raqqa "l'organizzazione dello Stato islamico (Is) si è dileguata con la stessa velocità con cui vi è comparsa nel 2013" e in tal senso "non vi è bisogno di un grande sforzo militare". Nel mentre che anche a Mosul sta aumentando l'offensiva per sconfiggere definitivamente le milizie dell'Isis, il leader dello Stato Islamico non si sa se sia ancora tra Siria ed Iraq o sia già fuggito in qualche altro Paese che ha giurato fedeltà al califfato.