Sesto San Giovanni ammaina la bandiera rossa e vira a destra

Sesto San Giovanni ammaina la bandiera rossa e vira a destra

Urne chiuse a Sesto, primo dato definitivo legato all'affluenza. Percorso inverso per il centrosinistra che aveva 17 poltrone e se ne ritrova solo 6. Nello psicodramma democratico, il loro simbolo politico (come Genova, come fu Bologna) è stato profanato perché da città degli operai Sesto è diventata "Mecca d'Italia", crocevia di islamici più o meno integrati, più o meno pacifici. Anche a La Spezia vince il centrodestra con Peracchini. 4 seggi per la lista Sesto nel Cuore, 3 per la Lega Nord, 3 per Forza Italia e due seggi anche per la lista Di Stefano Sindaco e la lista Caponi sindaco, apparentata al secondo turno. Federico Sboarina, ex assessore del sindaco uscente, Flavio Tosi che sosteneva la compagna, Patrizia Bisinella, sconfitta al ballottaggio.

Ancora vittoria a Lodi, con Sara Casanova, che con il 56,9% ha battuto Carlo Gendarini, del centrosinistra, fermo al 43,1%.

- Catanzaro: Sergio Abramo (centrodestra) con il 64,39% è stato riconfermato Sindaco, Vincenzo Antonio Ciconte (centrosinistra) al 35,61%.

"Dispiace per Monica Chittò a Sesto San Giovanni, ma invito a non lasciarsi andare allo scoramento e penso che i cittadini le daranno atto dei progetti che ha avviato". Anche a Piacenza si volta a destra. A sottolineare la portata dell'impresa di Sesto è stata la moglie del neo sindaco, la consigliera comunale milanese Silvia Sardone, di Forza Italia: "Abbiamo vinto: abbiamo espugnato la Stalingrado d'Italia". Dopo Palermo, già assegnata al primo turno si confermato per la sinistra anche i sindaci di Taranto (Rinaldo Melucci eletto sindaco col il 50,91%), Lucca e Cuneo.