Sentenza cane Angelo. Aidaa: pena ridicola

Sentenza cane Angelo. Aidaa: pena ridicola

Cosenza - Sono stati condannati a 16 mesi di carcere i 4 giovani di Sangineto che torturarono ed uccisero il cane Angelo nel giugno scorso. "Per la prima volta - ha detto Manca - viene applicata nel nostro Paese la pena massima per le sevizie e l'uccisione di animali".

"Il rigore con cui il giudice ha applicato il codice mostra che occorrono sanzioni penali più severe per chi maltratta e uccide gli animali". Nonostante tutto da due anni stiamo raccogliendo centinaia di migliaia di firme con la campagna "Pene più dure per chi maltratta gli animali" con Rocco Siffredi testimonial. Che a distanza di un anno ha avuto giustizia.

Il caso del cane Angelo ha suscitato e continua a suscitare grande clamore nell'opinione pubblica (Leggi anche: Roma non dimentica Angelo: una statua per il cane ucciso a Sangineto). Così l'on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, commenta la sentenza. Nel corso dell'udienza alcuni legali hanno chiesto al giudice incaricato di decretare la sentenza di non concedere la pena sospesa agli imputati. I giovani oggi non erano in tribunale. La condanna ai lavori socialmente utili, come riporta un comunicato stampa dell'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che si è costituita parte civile insieme ad altre 20 associazioni, consisterà, come in una sorta di contrappasso dantesco, nel prestare servizio in un canile sanitario.

Il cane Angelo, un randagio, morì dopo essere stato appeso a un albero e poi colpito con una pala. "Giustizia è fatta - aggiunge - Noi, come Verdi, siamo moderatamente contenti della sentenza ma ci batteremo perché il Parlamento approvi una modifica alla legge con l'inasprimento delle pene previste per il maltrattamento e l'uccisione di animali". Sarà necessario vigilare affinché essa venga svolta in modo serio e puntuale presso una struttura accreditata e che non sia invece considerata dagli uccisori di Angelo come una scappatoia.

Questa mattina decine di volontari di Animalisti Italiani, e di altre associazioni provenienti da tutta Italia, hanno manifestato davanti al Tribunale di Paola (CS) per esprimere il loro sdegno per questo aberrante avvenimento, chiedendo giustizia per il povero cane Angelo.