Russiagate, Trump: "Comey mente, pronto a testimoniare sotto giuramento"

Russiagate, Trump:

"Il presidente cominciò chiedendomi se volevo restare come direttore dell'Fbi", poi "mi disse: 'ho bisogno di lealtà, mi aspetto lealtà'". Così L'ex capo dell'Fbi, James Comey, nella sua aduzione davanti alla commissione Intelligence del Senato, che sta indagando sulla possibile interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali americane dello scorso novembre e sulla possibile collusione tra Donald Trump e funzionari russi.

Comey, ad ogni modo, si è detto convinto che nessun voto sia stato alterato. Quindi la sfida, dicendosi pronto "al 100%" a dare la sua versione dei fatti sotto giuramento, smentendo di aver mai chiesto fedeltà a Comey e di aver auspicato che lasciasse cadere l'indagine sull'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn nel Russiagate.

Si continua a parlare di impeachment, il democratico non smentisce le voci, ma parla di un rischio maggiore per il Tycoon. Comey, incalzato da Trump, gli ha confermato che lui non era indagato.

Quando i giornali avevano pubblicato questa storia, subito dopo il licenziamento, Trump aveva scritto in un tweet di augurarsi per lui che non esistessero registrazioni delle loro conversazioni.

Per l'ex direttore dell'Fbi realmente "la Russia ha interferito nelle elezioni americane e cercherà di farlo ancora". "Io ero onestamente preoccupato che potesse mentire sulla natura dei nostri incontri e così ho pensato che fosse importante documentarli". L'allora direttore dell'Fbi replicò solo con un "è un bravo ragazzo", senza dire che il caso sarebbe stato chiuso.

Comey consegnò i suoi appunti alla stampa. Il tramite era un suo amico, Daniel Richman. I primi segnali del futuro Russiagate cominciarono a mostrarsi con la nomina - da parte di Donald Trump - di Paul Manafort (manager della sua campagna elettorale), poi costretto a dimettersi poiché accusato di aver ricevuto dei finanziamenti provenienti dalla Russia.

Non basta: "Non spetta a me determinare se il presidente Trump abbia commesso ostruzione della giustizia".

Intanto le attività della commissione Intelligence del Senato vanno avanti. Kushner, tra fine giugno e inizio luglio dovrà chiarire l'incontro di dicembre con Kisliak sulla creazione di un canale segreto direttamente collegato al Cremlino, e quello - sempre in dicembre - con Serghiei Gorkov, un uomo di Putin.

Sulle ragioni per cui non aveva riportato le richieste "preoccupanti" di Trump ai superiori al dipartimento della Giustizia o ai legali della Casa Bianca Comey ha attribuito la sua reticenza alla mancanza di presenza di spirito, alla sorpresa e alla cautela. Già nelle scorse settimane era diventato di pubblico dominio l'"interesse" dell'FBI nei suoi confronti.