Roma, Raggi: dimissioni se rinviata a giudizio? Direi di no

La Raggi potrebbe essere sentita a partire dal 30 giugno. Il sindaco della Capitale testimonierà infatti nel processo all'ex capo del personale del Campidoglio e all'epoca suo fedelissimo, coimputato con l'imprenditore Sergio Scarpellini sulla compravendita di un attico di Prati Fiscali avvenuta nel 2013 per un valore di circa 370mila euro.

Roma, 30 mag. (askanews) - "Direi di no. Stiamo parlando in questo momento di una cosa che non è attuale, comunque direi di no". Dopo l'ok da parte dei giudici, che hanno di fatto rimandato la decisione di chiamare a testimoniare la sindaca alla discrezionalità degli avvocati di Raffaele Marra, oggi la prima cittadina si è detta pronta a testimoniare. Diversa la risposta del big grillino Luigi Di Maio: "Nel caso faremo ciò che il nostro codice etico stabilisce".

Ovviamente l'annuncio della testimonianza di Raggi ha riacceso i riflettori sull'inchiesta sulle nomine in Campidoglio, in cui risultano indagati sia Marra che Raggi. Secondo molti, se il sindaco viene rinviato a giudizio dovrebbe dimettersi perché oltre alla questione giudiziaria ci sarebbe una questione politica molto rilevante, dal momento che perderebbe la credibilità per poter amministrare la Capitale d'Italia.

Caso nomine, la Raggi annuncia: "Dimissioni in caso di rinvio a giudizio?" Il sindaco pentastellato però non si scompone, dichiarando: "Testimoniare e' un dovere previsto dal codice".

E proprio ieri il tribunale ha disposto la trascrizione delle intercettazioni agli atti dell'indagine che non erano ancora state depositate.