Roma, 23 arresti per mafia e beni sequestrati per 280 milioni

Nel corso di un'operazione condotta anche con la partecipazione dei finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, i carabinieri stanno eseguendo i 23 arresti.

La maxi-operazione scaturisce da un'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma, denominata 'Babylonia', riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo (Roma). Secondo gli inquirenti, un primo gruppo è riconducibile a Gaetano Vitagliano, considerato figura di spicco nel settore del narcotraffico internazionale e vicino al clan camorristico degli "Scissioniti".

Sigilli a 46 esercizi commerciali tra cui storici bar della Capitale come "Mizzica", di via Catanzaro e di piazza Acilia, il locale "Macao" di via del Gazometro, frequentato dai vip della movida romana, la nota catena di bar "Babylon Cafe'" e anche un bar in via Tiburtina dove fu girata una scena del film "Suburra" con Claudio Amendola.

Da quel momento, "ha costruito un vero e proprio impero, creando attorno a sé un'articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio ed al consequenziale reimpiego di proventi illeciti".

Inoltre, l'organizzazione criminale capeggiata da Giuseppe Cellamare, è risultata particolarmente attiva nella commissione di gravi delitti contro il patrimonio, realizzati a Monterotondo (Rm), "tra i quali estorsioni ed usure realizzate con il metodo mafioso, e nel successivo impiego dei proventi illeciti in bar e sale giochi, fraudolentemente intestati a prestanome". Le vittime, oltre a subire intimidazioni, venivano picchiate.

Operazione antimafia con arresti in quattro regioni e sequestro record di beni e aziende per 280 milioni di euro nella Capitale.