Rifugiati, 65,5 milioni nel mondo

Rifugiati, 65,5 milioni nel mondo

Secondo la relazione, la Siria rimane "il più grande produttore mondiale di rifugiati" con 12 milioni di persone che vivono nei paesi limitrofi e lontani dalla regione; ci sono poi 7,7 milioni di sfollati colombiani, 4,7 milioni di afgani e 4,2 milioni di iracheni. "Lo sfollamento forzoso e' un simbolo delle guerre che non finiscono mai", ha commentato. Più che mai, esprime il bisogno di solidarietà e di uno scopo comune per prevenire e risolvere le crisi. Da questo enorme squilibrio ne conseguono diverse osservazioni: la continua mancanza di consenso internazionale in materia di rifugiati e la vicinanza di molti Paesi poveri alle regioni in conflitto, tra le altre. "Scelte che riguardano l'intera comunità internazionale". Attualmente solo 10 dei 193 paesi del mondo ospitano più della metà dei propri rifugiati. Nel 2016 le richieste di asilo presentate da bambini non accompagnati o separati dai loro genitori sono state 75.000.

L'UNHCR stima che, alla fine del 2016, almeno 10 milioni di persone risultavano prive di nazionalità o a rischio apolidia. Tuttavia, i dati raccolti dai governi e comunicati all'Unhcr riferivano soltanto di 3,2 milioni di persone senza nazionalità in 74 Paesi. Anche Varese aderisce attraverso le associazioni che si occupano sul territorio della gestione delle migliaia di richiedenti asilo ospitati nelle strutture della provincia.

Anche il Comune di Vicenza celebra la Giornata mondiale del rifugiato con una serie di eventi organizzati dall'assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza (progetto SPRAR) in collaborazione con la cooperativa Cosmo s.c.s. e l'associazione Centro Astalli Vicenza con l'obiettivo di presentare il progetto territoriale di accoglienza alla cittadinanza, offrire spunti di riflessione sul tema delle migrazioni e organizzare momenti "a porte aperte" favorendo l'incontro fra gli operatori del progetto, le persone ospiti e la comunità locale. "Il mondo sembra non essere più capace di costruire la pace", ha detto Grandi. Serve - sostiene la presidente della Camera - lavorare con più determinazione alla soluzione dei problemi che sono alla base di questa gigantesca migrazione forzata. Le cause le conosciamo bene: vecchie guerre che si trascinano da anni e nuovi conflitti; regimi dittatoriali che calpestano i diritti umani; cambiamenti climatici che provocano alluvioni e siccità. La speranza è che il Ccme individui strumenti e strategie concreti per offrire sostegno alle iniziative che varie chiese europee hanno già adottato per tutelare i profughi e i richiedenti asilo che cercano rifugio in Europa.