Renzi: "Modello tedesco è con sbarramento al 5 per cento"

Renzi:

Si sono astenuti 33 membri, tra i quali gli esponenti della mozione Orlando.

Tuttavia, il voto a settembre consentirebbe ai parlamentari che sono alla prima legislatura di maturare comunque la pensione. Se tutto dovesse procedere nei tempi stabiliti, ecco che si andrebbe a votare a settembre con la nuova legge elettorale.

Con il sistema tedesco ogni elettore esprime due voti, chiamati 'primo voto' (erststimme) e 'secondo voto' (zweitstimme). Anche se Alfano non sembra per niente convinto della soglia di sbarramento al 5%, tanto che dalle indiscrezioni uscite dopo il vertice del partito preannunciano battaglia. Il Rosatellum, già presentato alla Camera, è stato accolto da una salva di emendamenti, circa 400, per cui solo l'accordo tra i partiti può garantire una rapida approvazione del testo prestabilendo in che direzione muoversi. "Fosse per me la porterei all'8 per cento", rincara il Cavaliere.

Cosa accadrà quando il prossimo governo italiano (a guida PD?) non riuscirà a produrre provvedimenti perché bloccato da veti da parte delle forze alleate? "È inaccettabile", ha scritto Grillo sul suo blog.

Alla fine pare che si sia raggiunto un accordo per un sistema elettorale alla tedesca (nei limiti in cui ciò sia possibile) che garantisca l'elezione della metà dei parlamentari col sistema del collegio uninominale maggioritario. Altra caratteristica del sistema tedesco è il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare un candidato non direttamente collegato alla lista. "Sono due elementi cardine".

Nei sondaggi politici di lunedì 29 maggio al Tg La7 di Enrico Mentana, ci si chiede chi andrebbe al Governo ipotizzando il proporzionale tedesco come nuova legge elettorale.

Siccome però è palese un'autostima esagerata tra i partiti grandi e piccoli, ci sarà un tentativo delle sinistre di MDP e Pisapia di allearsi con il PD per la costituzione di una maggioranza di centrosinistra che a oggi pare un'utopia.

"La banale semplificazione dell'inciucio con Berlusconi è talmente stancante da aver perso anche l'elemento di divertimento iniziale", ha insistito Renzi sull'accusa di puntare con il sistema tedesco all'intesa con il Cavaliere. Il capogruppo Maurizio Lupi, invece, ha minacciato: "A questo punto il Pd voti le fiducie al governo con Grillo e Berlusconi". "O si fa a inizio luglio o non si fa più", ha ribadito Renzi. Entrano Matteo Richetti come portavoce, Lorenzo Guerini come coordinatore, Andrea Rossi, Matteo Ricci, Tommaso Nannicini, Debora Serracchiani, Giusi Nicolini, Bobo Giachetti, Benedetta Rizzo, Teresa bellanova, Angela Marcianò, Elena Bonetti. Non è certo questo il modo utile a contrastare i populismi, ma si finirebbe per lasciare senza rappresentanza una grossa fetta dell'elettorato che crede in un campo comune dove convivano le migliori culture del riformismo progressista: sinistra, civismo, ecologismo, cattolicesimo sociale, unita da un progetto comune e da un programma condiviso, realistico e realizzabile. Anche se il ministro ha sempre detto di non essere interessato a simili progetti. "Con la scelta che stiamo per compiere rischiamo di mettere un tratto definitivo sulla parola centrosinistra", ha continuato. Gli incontri segreti a porte chiuse al Nazareno, che hanno prodotto una riforma costituzionale bocciata dal 60% degli italiani e l'incostituzionale Italicum, sono uno sfregio alle regole democratiche e un indegno mercato delle vacche.