Regno Unito, May non ha la maggioranza

Regno Unito, May non ha la maggioranza

Due consiglieri della premier britannica Theresa May, Nick Timothy e Fiona Hill, hanno rassegnato le dimissioni dopo essere finiti nella bufera per il deludente risultato dei conservatori alle elezioni legislative di giovedì.

Sull'altro fronte, l'Ukip, che era stato il primo a chiedere l'abbandono dell'Europa, si è letteralmente liquefatto dopo avere raggiunto il suo obiettivo, scendendo dal 12% di voti del 2015 a poco più del due. Le dimissioni di Timothy sono state riportate dal sito del partito, mentre quelle di Hill da Bbc. Infatti i laburisti hanno sì guadagnato terreno, ma sono lontanissimi dal poter governare.

Merkel ha dichiarato che i colloqui con la Gran Bretagna per l'uscita dall'Ue inizieranno nei prossimi giorni.

Insomma, la May non ha ottenuto la maggioranza necessaria ad avviare un percorso di 'Hard Brexit', ma la volonta' della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea resta viva e realizzabile. Di Brexit se ne è parlato poco; il terrorismo ha fatto sì che ci si riunisse sotto la bandiera britannica, si reagisse, ma di fatto non pare aver spostato molto. "Il governo che formerò lavorerà per mantenere il Paese sicuro e protetto, dando alla polizia e alle autorità i poteri di farlo" dopo gli attentati di Manchester e Londra, ha sottolineato MayCome prima cosa la May ha confermato il ministro degli Esteri Boris Johnson, quello dell'Interno Amber Rudd, il cancelliere Philip Hammond, il ministro della Brexit David Davis e quello della Difesa Michael Fallon: resteranno tutti al loro posto. L'opposto di quanto avevano pronosticato diversi dirigenti ed esponenti del Partito Democratico italiano che, per definizione almeno, di sinistra se ne intendono. Con l'ingresso dei lealisti dell'Ulster in un governo a Westminster, si va verso un esecutivo decisamente spostato a destra, caratterizzato da un fortissimo nazionalismo britannico, che potrebbe portare a conseguenze problematiche come il possibile riaprirsi della questione nordirlandese, con la comunità repubblicana e cattolica che già sperava, proprio grazie alla Brexit, alla riunificazione con la Repubblica d'Irlanda.

Ovviamente non solo la May "gareggiava" per queste elezioni. "Sciocchezze del Mail on Sunday" ha twittato: "Appoggio Theresa May, andiamo avanti a lavorare".

R. - A mio parere quasi nessuna delle due. Il voto tuttavia "cambia forse un certo numero di cose".

La lezione inglese, se vogliamo trarne una, è che nel paese con la più lunga tradizione democratica e con un sistema elettorale assolutamente maggioritario si può arrivare a non avere una maggioranza e trovarsi alle prese con problemi inediti, che necessariamente richiedono alleanze e collaborazioni. Il leader laburista ha inoltre annunciato che proporrà una serie di "sostanziali emendamenti" al "Queen's Speech", il discorso che verrà pronunciato dalla regina all'inaugurazione del Parlamento, contenente le linee guida del programma legislativo del governo.

Intanto, il risultato elettorale sta facendo scivolare scivolare la sterlina che contro il dollaro si è portata a quota 1,2655, contro il livello di 1,2704 di ieri sera, subito dopo la pubblicazione dei primi exit poll.la borsa di Londra ha aperto in rialzo.