Rai, niente tetto ai compensi delle star della tv di Stato

Rai, niente tetto ai compensi delle star della tv di Stato

"Proprio i due strapagati conduttori erano quelli che più rischiavano da una possibile limitazione ai compensi - spiega in una note il presidente Carlo Rienzi - Il piano del CdA che autorizza il superamento del tetto massimo di 240 mila euro sembra avere il preciso scopo di salvare i loro stipendi attraverso espedienti, quali l'individuazione di criteri oggettivi per la definizione delle prestazioni superiori a 240 mila euro, che non convincono e anzi fanno nascere più di un dubbio". Il documento precisa che "possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale". Il piano prevede comunque una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10%, che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi.

La Rai rimarca, a supporto di questo concetto, che "la tutela del futuro del servizio pubblico passa necessariamente anche attraverso la possibilità di continuare ad avvalersi di grandi professionalità che contribuiscano a creare prodotti autorevoli e riconoscibili". Per ogni deroga al tetto - è scritto ancora - dovrà essere fornita adeguata motivazione resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili.

"Possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale", si legge sul documento che apre alla nuova politica aziendale. "Il piano sarà soggetto a verifica annuale".

Sarà che il piccolo schermo nazionale è ormai un mare in tempesta, o che la diaspora dei conduttori più prestigiosi (vedi Fabio Fazio, Nicola Savino e la troupe di Gazebo) sta diventando sempre più incontrollabile, fatto sta che c'è stato un grosso passo indietro riguardo i compensi Rai 2017. "Così si agisce 'contra legem', contro il Parlamento, e i membri del Cda Rai si assumono una grave responsabilità, correndo il serio rischio di incorrere in denunce alla Corte dei Conti per danno erariale". Il via libera del CdA sulle deroghe al tetto dei compensi è arrivato all'unanimità.

Salta il tetto dei 240mila euro degli stipendi alla Rai. Non dello stesso parere Michele Anzaldi, deputato del PD e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che su Facebook ha scritto: "Oggi 41 persone festeggiano".