Pistoia al centrodestra, Carrara ai 5Stelle, a Lucca vince il Pd

Dai ballottaggi, caratterizzati da una bassissima partecipazione, esce una Toscana sempre meno "rossa". L'andamento negativo per il principale partito di Governo è confermato anche nella regione che forse più in assoluto è considerata "roccaforte" della sinistra, ovvero la Toscana. Anche se il segretario del Pd Matteo Renzi almeno su Pistoia ha un'idea diversa: "Pistoia ha una storia peculiare". "Stiamo scrivendo la nuova storia della città", ha esultato De Pasquale, sottolineando però che "non abbiamo la bacchetta magica: ereditiamo una città indebitata fino al collo, fisicamente distrutta, teatri chiusi, parchi chiusi, scuole inagibili, una situazione devastante".

Ma vediamo meglio com'è andata. Per il M5s è il secondo successo colto in Toscana dopo la clamorosa 'conquista' di Livorno tre anni fa.

Prima volta anche per Pistoia dove il sindaco uscente del Pd Samuele Bertinelli, che pure era partito in vantaggio al primo turno, e che si pensava potesse raccogliere i voti di altri candidati di area, si è fermato al 45,7%, superato da Alessandro Tomasi del centrodestra con il 54,3%.

Un risultato insomma davvero inatteso che il centrosinistra locale dovrà analizzare molto bene per comprendere come sia stato possibile perdere un ballottaggio che molti ritenevano poco più di una formalità.

Al voto anche Carrara, dove la sfida è tra Francesco De Pasquale del M5s che lo scorso 11 giugno ha ottenuto il 27,3% delle preferenze e Andrea Zanetti, candidato di centrosinistra che ha avuto il 25,3.

A salvare i democratici da un triplete alla rovescia è Alessandro Tambellini, il sindaco uscente di Lucca, che solo all'una di notte ha potuto festeggiare la riconferma con un 50,52% sullo sfidante Remo Santini, il giornalista che dopo un primo round di sezioni scrutinate appariva addirittura in testa: sarebbe stato il ritorno del centrodestra alla guida di una città storicamente di tradizioni più moderate rispetto al resto della Toscana.