Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò

Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò

Condannato all'ergastolo. Si è chiuso così il processo in abbreviato a carico di Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario che il 12 giugno del 2016 provocò l'esplosione di una palazzina in via Brioschi a Milano, in cui rimasero uccisi la sua compagna Micaela Masella e una coppia di fidanzati della provincia di Macerata, che abitava nell'appartamento accanto. Nell'esplosione della palazzina, periferia sud di Milano, morirono anche due giovani vicini di casa. I reati di cui è stato ritenuto colpevole sono quelli di strage e devastazione. La condanna è per strage e devastazione. Per la sola devastazione è stata riconosciuta l'aggravante di aver "commesso il fatto in presenza o in danno" di minorenni.

Pellicanò ha anche perso la patria potestà sulle due figlie piccole, che vivono con i genitori di Micaela Masella e sono rimaste ustionate nello scoppio. Lo ha deciso il gup di Milano che non ha riconosciuto alcun vizio parziale di mente all'imputato, come richiesto dal pm Elio Ramondini.

Lo hanno scritto la professoressa di Criminologia Isabella Merzagora, lo psichiatra Franco Martelli e il neurologo Marco Zucconi nelle 49 pagine di perizia depositate, in fase di indagini e con la formula dell'incidente probatorio, nelle quali hanno accertato che l'uomo aveva al momento dei fatti un vizio parziale di mente a causa, in particolare, di una forma di "depressione". Una perizia psichiatrica - contestata dalla procura e dalle parti civili - aveva peraltro concluso che Pellicanò ai tempi della strage sarebbe stato parzialmente incapace di intendere e di volere, perchè gravemente depresso. Sarà poi un giudice civile a stabilire l'esatta entità dei risarcimenti da versare a favore delle parti civili.

"Non potrà più fare il padre, vero?". Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro.