Onu, nuovo record di rifugiati: 65,6 milioni nel mondo

Onu, nuovo record di rifugiati: 65,6 milioni nel mondo

Festa mondiale Istituita nel 2000 come occasione per ricordare la condizione di milioni di persone in tutti i continenti costrette a fuggire dal proprio paese, il 20 giugno i profughi di tutto il mondo vengono commemorati grazie a manifestazioni di carattere culturale e sociale. Persone di varie nazionalità, continuano ad arrivare regolarmente e dormono al di fuori della stazione.

Il pomeriggio di giovedì vedrà alternarsi momenti di approfondimento sulla situazione attuale dei rifugiati beneficiari del progetto SPRAR, la lettura di storie di rifugiati tratte dal libro di Chiara Michelon "La fuga" e il momento clou della giornata, cioè la conversazione, coordinata da Margherita Angeletti con i veri protagonisti del progetto: i migranti stessi, che parleranno di sé, dei loro desideri e delle loro paure, della loro vita, del passato e del futuro. I bambini costituiscono la metà dei rifugiati del mondo. La difficoltà che si vive comunque nei Paesi europei e in Italia è perché questo afflusso, apparentemente "consistente", rappresenta qualcosa di nuovo e tragico a causa delle migliaia di vittime dei viaggi sulle "barcacce" nel mediterraneo. La terza componente sono i richiedenti asilo, persone scappate e attualmente alla ricerca di protezione internazionale: alla fine del 2016 il numero di richiedenti asilo a livello mondiale è stato di 2,8 milioni. In questo contesto la Giornata Mondiale del Rifugiato, che si svolge il 20 giugno di ogni anno, acquista un significato ancora più importante: #withrefugees, "con i rifugiati", è infatti lo slogan con cui l'Unhcr invita i singoli cittadini all'azione e alla partecipazione attraverso numerose attività e iniziative. Infine, l'Acnur ricorda infine che in tutto il mondo, alla fine del 2016 l'84 % dei rifugiati si trovava in Paesi a basso o medio reddito, con una persona su tre (4,9 milioni) ospitata nei Paesi meno sviluppati. Un numero che, secondo il rapporto Global Trends, è sottostimato rispetto alla realtà. Si stima invece che 200mila persone abbiano lasciato la Siria. Tuttavia, i dati raccolti dai governi e comunicati all'Unhcr riferivano soltanto di 3,2 milioni di persone senza nazionalità in 74 Paesi. Gli spostamenti forzati più significativi si sono verificati all'interno di Siria, Iraq e Colombia. Alle 16, presso la sala Sicurezza del Palazzo municpale ci sarà la presentazione del progetto "SPRAR Formia terra d'asilo" con gli interventi di Nicolò Garito del "Servizio centrale di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati", Daniele Di Russo coordinatore del progetto SPRAR Formia, Giovanni Lattanzi coordinatore nazionale del GUS e Stefania Valerio, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Formia.

The following two tabs change content below. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Collabora da Roma a OnuItalia.