Offerta di Intesa per le venete: un euro per le "good bank"

Un euro, offerta simbolica, è quanto proposto dall'istituto che fu di Giovanni Bazoli e che oggi è diretto dal rampantissimo Carlo Messina per prendersi in carico "la parte buona" delle due sorelle pericolanti. Quattromila sono le uscite già previste per Veneto Banca e Vicenza, anche se la proposta di Intesa è più articolata: prevede un contributo al fondo esuberi del sistema bancario, modulato su uno "scivolo" di sette anni anziché gli attuali cinque, aperto su base volontaria anche ai dipendenti di Intesa. E, in effetti, questo ruolo esiste, e dovrebbe essere rivestito dalla Vigilanza bancaria della Banca centrale europea che conduce, a cadenze regolari, un'analisi dei rischi cui le banche sono esposte nel loro business per prevenire momenti di crisi e avere piani di risoluzione se questi dovessero verificarsi. Da qui il conto finale piuttosto salato, più alto dell'ultimo intervento a favore di Mps. In questo caso, però, sarà Intesa Sanpaolo a mettere 1 euro sul piatto e a rilevare le parti sane delle venete.

"Io non posso valutarla perché sono stato bocciato".

Per Intermonte "le good bank dovranno essere ricapitalizzate dal governo/sistema bancario per 3,5 miliardi prima di essere vendute a Intesa per 1 euro così da assicurare alla banca che il suo Cet1 pro-forma 2016 sia mantenuto invariato". In totale sono quattro miliardi, che sottratti al totale valgono un intervento statale fra gli otto e i nove. È possibile che in questo ambito, siano coinvolti anche i piccoli investitori titolari dei titoli junior: tuttavia, è probabile, stando a quanto filtra dal Tesoro, che per questa tipologia di investitori che abbiano subito una vendita fraudolenta ("misselling") scatti una forma di rimborso sul modello Mps. Ben si comprende il perché, visto che è già oggi la prima banca del Nordest con un numero di sportelli (800) molto vicino a quello che sommano Vicenza e Veneto.

Per il resto, il provvedimento del Governo dovrà rispondere alla condizioni stringenti poste da Intesa SanPaolo e messe nero su bianco al termine del cda della banca che ha formalizzato la disponibilità "all'acquisto di certe attività e passività e certi rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca". Più complesso il passaggio a Bruxelles delle richieste di Intesa, che potrebbero far scattare la contestazione di aiuto di Stato. Si arriva così ad un totale di 12-13 miliardi. La strategia sul piano legale: "Sto impugnando per incostituzionalità il decreto di sospensione del pagamento delle obbligazioni subordinate scadute mercoledì e proseguiremo ogni azione per ottenere il risarcimento nei confronti di Ministeri, Banca d'Italia, Consob, Società di certificazione". Secondo il Meccanismo di vigilanza unico (Mvu) i sopralluoghi vengono effettuati dalla Bce e dalle autorità nazionali competenti, cioè gli enti cui spetta la vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio ma che non interferiscono nella politica monetaria come il Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio), il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia.