Obesità, dati shock: è sempre più allarme mondiale

Obesità, dati shock: è sempre più allarme mondiale

Parliamo dell'obesità, la malattia del benessere nei paesi occidentali.

Tutto questo risulta da uno studio pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' e presentato in occasione dell'Eat Stockholm Food Forum tenutosi a Stoccolma. Si conta, infatti, che ogni anno muoiono 4 milioni di persone a causa di questa condizione, apparentemente solo estetica. In Brasile, Indonesia, Venezuela, Bhutan, sono triplicati gli obesi, colpa soprattutto della pessima influenza dei paesi sviluppati, che, quando si tratta di esportare cattive mode, sono sempre in prima linea.

Gli obesi nel mondo sono due miliardi, ma la vera notizia è che questa categoria è in salita pure in Africa. Lo studio, coordinato da Christopher Murray dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'University of Washington, ha evidenziato come il mangiar sano e tenere sotto controllo il peso corporeo dovrebbe divenire un impegno costante e preciso. Secondo quanto affermato dagli stessi ricercatori proprio tali dati "documentano una crisi di salute pubblica crescente e inquietante". Nel corso dell'ultima decade sono stati valutati una serie di interventi ma non conosciamo la loro concreta efficacia nel lungo termine. Di conseguenza, se i governi delle varie nazioni non interverranno con programmi mirati, l'obesità nei prossimi anni rischia di diventare una delle emergenze sanitarie a livello mondiale. Le persone obese nel nostro Paese sono 6 milioni con un impatto sul Ssn generato dalla malattia pari a 4,5 miliardi di euro. Il che si traduce nel 30% della popolazione mondiale.

Il 13% degli obesi, e quindi il massimo livello di obesità tra adulti e bambini è stato registrato negli Stati Uniti mentre invece il maggior numero di bambini obesi vivono in Cina e India e in Egitto invece vi sono più adulti obesi, in Italia invece gli obesi sarebbero circa sei milioni. Durante la ricerca sono stati esaminati anche altri studi riguardanti gli effetti dell'obesità e le sue potenziali correlazioni con tumori del colon retto, dell'esofago, del fegato, del pancreas, della cistifellea, delle vie biliari, del pancreas, dell'utero, della mammella, della tiroide, dell'ovaio, del e delle leucemie.

Il Consiglio invita infine la Commissione Europea e gli Stati a fare della lotta all'obesità e al sovrappeso infantile "una priorità dell'Unione Europea", nonché, tra l'altro, a "prendere nota dell'urgente bisogno di rispondere alle nuove sfide poste dal marketing e dalla pubblicità attraverso le piattaforme on line e i social media, dove i messaggi della comunicazione sono spesso più mirati ai singoli bambini e più difficili da monitorare".