Money gate. Ai domiciliari Giuseppe Cosentino presidente del Catanzaro

Money gate. Ai domiciliari Giuseppe Cosentino presidente del Catanzaro

Questa la ricostruzione fatta dalla guardia di finanza di Reggio Calabria delle attività della Gicos import-export srl, di proprietà di Giuseppe Cosentino, presidente del Catanzaro calcio. Un episodio marginale, questo, dell'inchiesta penale ma che e' ancora al vaglio degli inquirenti per verificare - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Palmi Ottavio Sferlazza "L'eventuale sussistenza di elementi in ordine al tentativo di aggiustare l'incontro. Ove dovessero emergere delle responsabilità, come è doveroso invieremo gli atti alla giustizia sportiva". 1 della L. 401/1989 in relazione a Catanzaro-Avellino, match giocato nel maggio 2013 che sancì la promozione degli irpini in serie B. La partita finì con la vittoria dell'Avellino con gol di Zigoni, ma secondo le accuse il match sarebbe dovuto finire in pareggio.

Accusa di frode sportiva: ancora una volta l' Avellino calcio (Walter Taccone ed Enzo de Vito), deve prepararsi a difendersi dalle accuse di frode sportiva nell' inchiesta 'money-gate' per la quale sono già scattati gli arresti domiciliari per Giuseppe Cosentino, presidente del Catanzaro calcio.

Giuseppe Cosentino è stato accusato di appropriazione indebita e reati tributari.

L'Avellino, appena archiviato il "caso Catania", concluso con due punti di penalizzazione sulla classifica e con un punto restituito dopo i ricorsi presentati dai legali della società campana nell'ultima giornata di Campionato si ritroverebbe immischiato nell'operazione denominata "money gate". Le somme, infatti, sarebbero state distratte dalla società di Cosentino che ha rapporti anche con la Cina. L'obiettivo del Catanzaro sarebbe stato quello di non perdere la gara, disputatasi il 5 maggio del 2013, per evitare i play out. I biancoverdi però non hanno rispettato il patto perché la contemporanea vittoria del Perugia metteva a serie rischio la loro promozione.