Milan, Raiola: "Donnarumma minacciato di morte. Mirabelli? Si prenderà le sue responsabilità"

Un'ostilità quindi che avrebbe costretto l'agente e il suo assistito a prendere la decisione di non rinnovare. Tutte le volte che ho parlato con lui, ho sempre visto l'attaccamento alla maglia e la voglia di restare.

"Ambiente ostile" - così esordisce Mino Raiola. Dopo i titoloni sui giornali sportivi e non, la valanga di insulti social, Gigio Donnarumma ha toccato con mano cosa significa guadagnarsi l'ira e il disprezzo dei tifosi, allo stadio, su un campo di calcio. Ma nel mio cuore resta ancora il fatto che secondo me Gigio sperava in un finale diverso e chissà che la vita non ci regali delle sorprese. Altri 5 minuti sono serviti a spazzar via la pioggia di banconote finte: Donnarumma si sbracciava, invocava l'attenzione dell'arbitro, non ci poteva credere.

IN DIFESA DI MIRABELLI - "Nessuno aveva mai accusato Mirabelli di avere un atteggiamento minatorio, Raiola è stato il primo. Se ci sono state minacce di morte, mi dissocio e chiarisco che faremo il possibile per rassicurare Donnarumma". "Lui fa tutto per il bene del Milan, il tentativo di Raiola di dire che ci sono due Milan lo respingo".

NUOVO PORTIERE - "Perin è una possibilità, soprattutto se avrà risolto i suoi problemi fisici". Io parlo del Milan, poi Mirabelli è stato un esponente che ha condotto la trattativa, quindi si prenderà le sue responsabilità. Che la colpa è solo del Milan, ha affermato l'uomo d'affari, dal momento che la società rossonera ha messo eccessiva pressione ad un ragazzo di diciotto anni per concludere in fretta il rinnovo.

Non è nell'interesse del Milan cedere ora il giocatore a cifre più basse: "Mr. Lì segue quotidianamente con me la questione, noi non abbiamo bisogno che qualcuno venga qui a farci l'elemosina dei 15 o 20 milioni per Donnarumma". Dall'altra parte, invece, non ci sono mai state la disponibilità e la volontà di ascoltare la proposta del Milan. L'importante è che ci sia chiarezza tra le società.

"Fin dall'inizio ho detto a Raiola che non vogliamo iniziare la stagione con giocatori in scadenza di contratto". Le minacce e lo striscione non rimosso dalla società? La nostra era tutt'altro che una linea minacciosa, c'è stato anche un pressing sul giocatore, lo abbiamo incontrato quotidianamente a Milanello perché quando vuoi bene a una persona cerchi di fare in modo che sottoscriva la tua filosofia.