M5s, da noi no richieste voto segreto

M5s, da noi no richieste voto segreto

Era il mantra dei Cinque Stelle a partire da Beppe Grillo che sui palchi lo ripeteva fino alla nausea: "Se non c'è il voto di preferenza le elezioni non sono costituzionali, non c'è democrazia!". Non si può, tuttavia, negarne il fondamento; anzi, bisogna estenderne l'ambito: chi mai ha capito una legge elettorale?

Ovviamente ogni legge elettorale ha un peso politico fondamentale; ma il cittadino nulla di solito ne comprende. Intanto, Danilo Tonienlli (M5S), alla ripresa dei lavori in aula, ha annunciato che il suo movimento non ha avanzato nessuna richiesta di voto segreto e ha precisato che "M5S vuole approvare la legge perché vuole andare quanto prima al voto con una buona legge elettorale". Sulle pregiudiziali di costituzionalità, anche questo a scrutinio segreto, i sì erano stati 182, 310 i no e un astenuto, con un numero di "franchi tiratori" fermo a 66. La prima è sulle pregiudiziali (oltre 70 i franchi tiratori, quasi 40 gli assenti non giustificati). E l'iter della riforma rischia di avere una fine da thriller: quando saranno terminate le votazioni sugli emendamenti, infatti, il M5s - uno dei contraenti dell'accordo sul sistema di voto - sottoporrà il testo ai propri iscritti online. Sono passati due giorni e già hanno cambiato posizione? Insomma, chi pensava che il passaggio del testo della legge elettorale fosse rapido e indolore, probabilmente dovrà ricredersi. I fautori della nuova legge elettorale sembravano sino ad oggi viaggiare verso il comune obiettivo della Legge elettorale, anche a costo di accelerare i tempi nonostante l'importanza della questione.

Il leader ha richiamato ancora una volta la rete e gli iscritti al centro dell'attenzione, segno che il Sì di M5S non sembra così certo come si poteva pensare dalle ultime dichiarazioni di rassicurazione dell'ex comico. Attraverso emendamenti in quattro giorni si sono cambiati i collegi.

A parte il consueto battibecco, un evergreen della politica italiana, tra il Pd e il M5S restano i due fatti politici: il primo, del quale si è già detto, in riferimento ad una inedita alleanza (elettorale) e pertanto traballante. La soluzione scelta dal governo, a cui non è estranea la vice ministro salentina, è assai imbarazzante ed oscura e prima o poi verranno a galla le motivazioni vere che l'hanno sostenuta.