Londra, identificati due attentatori

Londra, identificati due attentatori

In diverse circostanze, da ieri mattina, si è parlato della possibilità di rimandarle (è stata anche avviata una petizione su internet), ma il primo ministro Theresa May ha confermato che si terranno l'8 giugno, mentre i partiti hanno sospeso la campagna elettorale per l'intera giornata di domenica 4. Scotland Yard ha intanto fatto sapere di conoscere l'identità dei tre attentatori uccisi dagli agenti dopo l'attacco.

La polizia era stata anche avvertita circa il sospetto che stesse radicalizzando addirittura i bambini, in un parco locale, due anni fa. A tre giorni dalle elezioni e a 48 ore dai tragici fatti di London Bridge e Borough Market, sono saltati fuori i numeri:: dal 2010, quando era ministro dell'Interno, il numero totale dei poliziotti in Inghilterra e Galles e' sceso di 46.700 unità (il 19,5% in meno). Un testimone ha detto al giornale di avere sentito una forte esplosione seguita da colpi di arma da fuoco.

Giovane e bella, a soli 31 anni, "Chriss"- così la chiamava chi le voleva bene - è andata via insieme ai suoi sogni e ai suoi progetti.

È stata identificata la prima delle sette vittime degli attentati di Londra del 3 giugno. Sul mezzo c'erano tre persone, che sono scese e, fuggendo verso Borough Market, hanno accoltellato le persone che si trovavano davanti usando coltelli da cucina.

Il mancato presidio agli accessi dal parcheggio sotterraneo è un altro errore notevole, verrebbe da dire quasi voluto (come non immaginare che molti sarebbero arrivati da lì sotto?), stavolta in capo alla Polizia municipale, alla prefettura e alla questura: da lì sono spuntati i venditori abusivi di alcolici e soprattutto un gruppo di ultras bianconeri che hanno monopolizzato la piazza portando di tutto, fumogeni e petardi compresi.

In mattinata, l'arcivescovo Welby in un'intervista all'emittente radiofonica "Lbc", ha raccontato di aver vissuto in prima persona lo shock dell'attacco perché abita a solo un chilometro di distanza dal luogo dell'attentato e di aver visto come i londinesi hanno reagito al terrore con generosità.

Uno dei terroristi dell'attacco di sabato sera a Londra era un cittadino britannico di origine pachistana. Da qui la scelta di Rhiannon di un pubblico ringraziamento: "Non so chi tu sia, ma ti devo la mia vita". Sempre secondo il comunicato, si dice che "credeva fortemente che ogni persona dovesse essere valorizzata e stimata per quello che è". "Londra - ha detto - sta dimostrando perché è considerata una delle più grandi città del mondo". "Giovedì dobbiamo andare a votare per difendere la civiltà, i diritti umani e la democrazia". "È un momento difficile, capisco che la gente abbia paura".

Scotland Yard invita alla 'calma vigile'.