Legge elettorale: il testo in Aula. Grillo: "Rivotino gli iscritti"

Legge elettorale: il testo in Aula. Grillo:

Non si fanno le leggi elettorali contro qualcuno.

Secondo quanto risulta dai tabulati della votazione segreta, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti sulle pregiudiziali, al netto dei deputati in missione e quindi assenti giustificati. La maggioranza ha retto alla prima prova del voto segreto nell'aula della Camera, anche se si sono registrate diverse assenze.

Inoltre, dal blog di Grillo i penta stellati annunciano che il testo di legge che uscirà dal voto degli emendamenti di questi giorni sarà ratificato dagli iscritti M5s con una nuova consultazione online che si terrà prima del voto finale del provvedimento - e che dovrebbe essere previsto per il 12 giugno - nei giorni di sabato 10 e domenica 11.

Non è la prima volta che un gruppo si ingegna per smascherare i franchi tiratori. I "no" sono stati 322, i "sì" 124 e gli astenuti 82. In precedenza l'Aula alle 182 voti a favore, 310 contrari e un astenuto la Camera dei deputati ha respinto le tre questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate da Francesco Laforgia (Mdp), Giovanni Monchiero (Ci) e Maurizio Lupi (Ap). "Nelle pregiudiziali ci sono stati cento voti in meno rispetto alla sommatoria dei quattro gruppi, vi ricordo cosa accadde quando furono 101." ha detto il capogruppo Pd, Ettore Rosato. "I 5 Stelle hanno confermato di voler votare in aula gli emendamenti sulle preferenze e sul voto disgiunto".

"Noi abbiamo il Rosatellum, che ci appassiona molto e ovviamente appassiona me ancora più degli altri, perché porta il mio nome e finirei nei libri di storia". Una scelta che mora a dimostrare la trasparenza del M5s sulla legge elettorale e rispondere alle allusioni del Pd.

"In questo momento quelli più in difficoltà a spiegare le ragioni dell'accordo sulla legge elettorale sono i Cinque stelle. È una sede istituzionale, non eravamo al bar io e Di Maio a dire che ci piace il tedesco". Gli iscritti saranno chiamati a ratificare il testo finale: "questo è il nostro metodo!".

Per la legge elettorale si riparte con l'insidia dei franchi tiratori, che già ieri, in due diverse occasioni, messi al riparo dal voto segreto, hanno lasciato il segno sul tabellone dell'aula di Montecitorio.

Il riferimento va alle vicende giudiziarie che nelle scorse settimane hanno coinvolto due dei candidati di Trapani: il senatore Antonio D'Alì, destinatario di una richiesta di obbligo di soggiorno da parte dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo perché ritenuto socialmente pericoloso, e Mimmo Fazio, il deputato regionale - decaduto negli scorsi giorni - accusato di corruzione nell'inchiesta Mare Monstrum, sulla rete di relazioni che ruotava attorno alla famiglia di armatori Morace, e che avrebbe avuto nell'ex esponente di Forza Italia, uscito da poco dai domiciliari, un anello importante.