Legge elettorale, 100 franchi tiratori al primo voto

Legge elettorale, 100 franchi tiratori al primo voto

Questo significa che con il disgiunto l'elettore avrebbe a disposizione ben quattro voti (due alla Camera e due al Senato) il che a molti appare un po' pittoresco e di difficile gestione. "A occhio direi i veltroniani, qualche orlandiano, qualche cane sciolto che sa di non essere rieletto". Insomma, in commissione l'accordo aveva tenuto. In mattinata passa un emendamento di Forza Italia con il parere contrario della commissione. Così il capogruppo dem Ettore Rosato all'assemblea del Pd alla Camera che evoca i franchi tiratori che, nel 2013, impallinarono Romano Prodi alla presidenza della Repubblica. "Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova". Ma sono stati circa 100 i voti persi all'interno della maggioranza che, sulla carta, poteva contare su 449 sostenitori, al netto dei deputati assenti giustificati, i voti riconducibili ai franchi tiratori sarebbero stati un totale di 66.

IL GIALLO DEL TABELLONE - Sull'emendamento incriminato un errore del tabellone elettronico incastra però i pentastellati. In quel breve spazio di tempo, almeno una cinquantina di deputati della maggioranza ha modificato il suo voto, passando dal "no" al "sì". Danilo Toninelli (M5S): "Pd e maggioranza non devono neanche pensare lontanamente di addebitarci la responsabilità". Questo in Italia è impossibile perché i parlamentari sono fissati dalla Costituzione: 315 senatori; 630 deputati.

Intanto, Beppe Grillo ha chiesto una consultazione online rivolta agli iscritti del Movimento per la parola definitiva sulla proposta del modello tedesco.

Sono loro che in queste ore stanno determinando quelle doglie, quei dolori da parto capaci di mettere fine a quello che fino ad oggi ci è stato presentato come Movimento 5 Stelle.

Noi andiamo a carbone negli altri paesi si sfruttano tutte le risorse energetiche pulite per mantenere il mondo migliore. Nonostante abbiano cercato di difendersi accusando il Pd, i Cinque Stelle agli occhi dell'opinione pubblica restano i "killer" della riforma proporzionale.

Dopo il primo turno di votazioni alla Camera sulla nuova legge elettorale, era scoppiata una nuova grana politica, in relazione all'elevatissimo numero di "franchi tiratori", ovvero a quei parlamentari che, grazie al voro segreto, avevano deciso di votare non in conformità con le indicazioni del proprio gruppo di appartenenza. "Come a Trapani dove ci sono due indagati che sono candidati a sindaco, e allora dico ritiriamo la nostra lista, che cosa ci entriamo noi con questa gente". I bersaniani hanno dimostrato coerenza e sfidano il Pd e Renzi sul tavolo delle alleanze prograttiche puntando sul rilancio del Centrosinistra (ovviamente a certe condizioni), accusando di fatto il partito del Nazareno di volere l'inciucio con Berlusconi e Forza Italia. "Se c'è qualcuno che pensa di affossare la legge per non andare a votare - riflette un esponente Dem di primissimo piano - forse ha sbagliato calcolo".