L'attacco di Macron a Putin: Rt e Sputnik organi di propaganda

L'attacco di Macron a Putin: Rt e Sputnik organi di propaganda

"Da parte di Russia Today e Sputnik, che non sono dei media ma degli strumenti di interferenza, c'è stata un'ingerenza durante il processo elettorale di un paese democratico", ha accusato Macron. L'occasione è stata l'apertura al Grand Trianon di una mostra sul viaggio compiuto in Francia nel 1717 dallo zar Pietro il Grande e sull'anniversario del trecentesimo anno dall'inizio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. "L'importante è il dialogo da 300 anni, Francia e Russia non hanno mai interrotto la loro reciproca amicizia" ha detto il presidente francese. Nei fatti al Cremlino interessa più la lotta al terrorismo e Putin ha spiegato che gli sforzi in tal senso vanno uniti.

Sul piano politico, secondo Macron l'unica via d'uscita dalla crisi conduce a una "transizione democratica" del potere ma "preservando la tenuta dello Stato siriano". "Macron ha diffuso accuse senza fondamento sulla copertura delle presidenziali da parte di RT", affermano i russi, ipotizzando una "immaturità politica" di Macron. Il presidente francese ha fermamente ribadito che la Francia vigilerà, precisando di voler conoscere una verità acclarata e che i risultati auspicati siano effettivi. Rimane il disaccordo sulla questione Ucraina. Anche qui, però, più che le buone intenzioni a pesare è il nodo sulle sanzioni imposte alla Russia. "Speriamo che questo sarà un argomento per i negoziati".

"Non si tratta di organi di stampa". Quanto alla visita di Marine Le Pen a Mosca prima del voto: "Non vedo come avrei potuto rifiutare di riceverla".

Macron ha affrontato con Putin anche i temi dei diritti degli omosessuali e la questione delle Ong: "Ho ricordato al presidente Putin l'importanza per la Francia di rispettare tutte le persone".

Sullo sfondo resta piuttosto la sostanza di questo incontro. Le parole di Aleksandr Orlov, ambasciatore russo in Francia, già sembrano voler andare oltre l'era dei cyberattacchi e della diffidenza: Macron, ha detto il diplomatico nei giorni scorsi, "non è ideologico a confronto con il suo predecessore". "Noi riteniamo che non si debba lottare contro la minaccia terroristica distruggendo lo Stato siriano", ha aggiunto il russo. A cominciare dalla Libia, dove entrambe sostengono - in modo più o meno dichiarato - il generale della Cirenaica Khalifa Haftar.

Chi potrebbe esserci dietro Macron - Dietro Macron, come dietro la Merkel, potrebbe esserci Obama e quello che rappresenta (non ancora chiarissimo invero) ma se la Merkel ha raggiunto il G7 in ritardo perché doveva accogliere Obama (che non sarebbe più niente e nessuno) in Germania, allora il sospetto è fondato.