La moglie di Massimo Bossetti: "Non divorzierò mai"

La moglie di Massimo Bossetti:

Il presidente della Corte d'assise d'appello di Brescia vieta riprese video, audio e fotografiche nell'aula dove si svolgerà il processo per l'omicidio di Yara Gambirasio che vede imputato Massimo Bossetti. Le telecamere delle televisioni potranno seguire ed aggiornare pedissequamente tutte le tappe di questo atteso processo d'appello solamente in strada, lungo via Gambara, che il giorno della prima udienza sarà chiusa al traffico proprio per permettere ai furgoni-regia delle tv di posizionarsi in prossimità del tribunale. Intanto, in un'intervista al settimanale 'Gente' torna a parlare Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, che ribadisce di essere fermamente convinta dell'innocenza del marito.

A un anno dalla condanna in primo grado all'ergastolo, venerdì mattina, 30 giugno, al palazzo di giustizia di Brescia si aprirà il processo d'appello. Secondo la corte d'Assise di Bergamo ha uccideso la 13enne Yara Gambirasio la sera del 26 novembre 2010. Nelle motivazioni dei giudici si legge che "è ragionevole ritenere che l'omicidio sia maturato in un contesto di avances a sfondo sessuale". Ci deve essere un'altra spiegazione.

Sulla natura "socialmente" rilevante non ha avuto dubbi neppure la BBC, che sul caso ha voluto farci un documentario, intitolato "Ignoto 1 - Yara, DNA di un'indagine" (trasmesso su Sky a marzo 2017) in cui compare anche la pm, Letizia Ruggeri, cosa che ha destato più di qualche sussurrato commento. Tra questi la presenza del suo furgone nella zona di Brembate Sopra in un orario compatibile con quello del rapimento di Yara, la presenza sul corpo della tredicenne di sferette metalliche tipiche del lavoro edilizio e i tabulati telefonici che localizzano Bossetti in quella zona negli orari in cui Yara veniva allontanata per sempre dalla sua famiglia. Le analisi del DNA però dicono altro, così la donna ha dichiarato che probabilmente Massimo e la sua gemella sarebbero stati il frutto di una fecondazione artificiale fatta a sua insaputa, tesi molto complicata da dimostrare e che sembra addirittura surreale.