La ministra Fedeli finisce in infermeria durante la discussione sullo Ius Soli

La ministra Fedeli finisce in infermeria durante la discussione sullo Ius Soli

Da una parte si agiterà la minaccia della sostituzione etnica o del terrorismo, dall'altra saranno usati i volti dei bambini ed i morti in mare per generare le emozioni più forti.

Un dibattito acceso quello che si è scatenato oggi in Senato a proposito dello Ius Soli, la legge sulla cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione.

CAOS IN AULA - La bagarre è stata scatenata dai senatori del Carroccio, che hanno inscenato una protesta con tanto di cartelli "No allo Ius soli" e "Stop invasione" portato sui banchi del governo.

Intanto, salgono a 64 gli appartenenti a Forza Nuova identificati e denunciati dalla Digos per la manifestazione non preavvisata nei pressi del Senato contro lo Ius soli. Francesco Storace, leader di Movimento Nazionale, ha annunciato di essere "pronti anche all'iniziativa referendaria se il Parlamento dovesse approvare questa scelleratezza". E naturalmente il centro destra è compatto nel voto contrario. Il principio dello ius soli non si applicherà, però, ai cittadini europei, visto che il permesso di lungo periodo è previsto solo per gli Stati extra Ue.

In entrambi i casi l'acquisizione della cittadinanza non è automatica ma richiede una dichiarazione esplicita da parte dell'interessato entro due anni dal raggiungimento della maggiore età qualora non vi abbiano già provveduto i genitori. Così non si può andare avanti. L'elemento che li rende stranieri davanti alla legge è il sangue. "Invece da quando abbiamo cominciato a far sentire la nostra voce le cose sono cambiate". "Boldrini, Renzi, questa é la vostra integrazione, questo é il vostro Ius Soli". I votanti sono stati 249, dunque la maggioranza richiesta per la fiducia era di 125.

Per avere riconosciuto uno status che gli dovrebbe spettare di diritto, gli italiani senza cittadinanza si devono infatti imbarcare in un'odissea che sembra non avere mai fine. Secondo quanto raccontano alcuni dem, alcuni leghisti sono arrivati di corsa "con i cartelloni e l'hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie". E ancora potrà chiedere la cittadinanza chi non ancora maggiorenne sia entrato in Italia e vi risieda da almeno sei anni e abbia frequento un ciclo scolastico (o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica).

La legge attualmente in vigore stabilisce che sia di diritto cittadino italiano colui che abbia almeno un genitore con cittadinanza italiana. C'erano anche loro, come rappresentanti dell'Associazione Italiani senza cittadinanza alla conferenza stampa del Senato il 13 giugno, insieme alla senatrice Doris Lo Moro. E sulla Fedeli: "Dalle immagini si vede chiaramente che nessuno l'ha toccata".