La guerra verde di Trump Via dagli accordi di Parigi

La guerra verde di Trump Via dagli accordi di Parigi

Il presidente Donald Trump annuncerà oggi la sua decisione sulla aderenza degli Stati Uniti agli accordi di Parigi sul clima, quelli stabiliti dalla Cop 21. Lo riferisce in queste ore il sito web Axios citando due fonti vicine all'amministrazione. Vediamo allora quale potrebbero essere i possibili scenari futuri derivanti dall'uscita degli Usa dagli accordi di Parigi.

Donald Trump avrebbe deciso di sfilare gli Stati Uniti d'America dall'Accordo di Parigi sul clima. Apple, Facebook, Morgan Stanley, Tiffany, Gap, sono solo alcune delle società che hanno acquistato intere pagine di spazi pubblicitari sui grandi quotidiani come il New York Times o il Wall Street Journal, per segnalare come le tecnologie per l'energia pulita creino "lavoro e crescita economica". Canada, Ue e Cina hanno dichiarato che anche se Washington sceglierà di ritirarsi rispetteranno i propri obiettivi; sulla stessa linea parrebbe anche l'India.

Non sappiamo quale sia la strada scelta dalla Casa Bianca per abbandonare l'accordo.

"Il governo federale tedesco si riconosce in modo inequivocabile nell'accordo di Parigi: speriamo che gli Usa si sentano ancora vincolati a questo". In quell'occasione, la delegazione americana non aveva espresso la volontà di lasciare, ma le differenze sulla questione emerse apertamente nel comunicato finale del summit non sembravano promettere nulla di buono.

L'operazione in tutto potrebbe richiedere tre anni di tempo, a meno che l'amministrazione Trump non decida addirittura di uscire dal Trattato delle Nazioni Unite sui cambiamenti climati, e in questo caso l'iter sarebbe molto più veloce ma la decisione sicuramente sarebbe molto più estrema. I dettagli sulluscita dallaccordo, secondo fonti della Casa Bianca, saranno curati da un ristretto numero di persone, tra cui lamministratore dellagenzia statunitense di protezione ambientale, Scott Pruitt.

L'abbandono dell'accordo di Parigi permetterebbe così a Trump di continuare a promuovere l'illusione dell'implementazione di un'agenda che favorisca l'aumento dell'occupazione, a suo dire impossibile all'interno dei vincoli internazionali sulla lotta al cambiamento climatico. Sono già soddisfatto del messaggio che è venuto da Taormina: l'Italia, l'Europa e i Paesi del G7 non tornano indietro da Parigi, nonostante gli americani. Non ci resta che aspettare (e incrociare le dita) per scoprirlo.