La Catalogna annuncia il referendum: sfida aperta alla Spagna

Sul referendum c'è un braccio di ferro fra Barcellona e Madrid. Da tempo si è schierato per il "diritto di decidere" del popolo catalano.

Una consultazione controversa, in cui si chiede la piena indipendenza della Catalogna (che insieme al Paese Basco rappresenta il motore economico della Spagna) con cui la regione sancirebe il suo completo distacco dallo Stato iberico e l'addio alla monarchia, con il conseguente abbraccio della forma istituzionale repubblicana. Con un ministro degli interni che ha cercato di porre fine al nostro sistema sanitario. Il governo conservatore di Madrid di Mariano Rajoy si oppone a un referendum e ha dichiarato che lo impedirà, senza entrare nel dettaglio su come. Ma in quel caso, con gli 'accordi di Edimburgo', firmati dal governo britannico e da quello scozzese, venne stabilito un trasferimento temporaneo dell'autorità legale in materia dal potere centrale alle autorità scozzesi.

"Non ci sono abbastanza carceri in Spagna per rinchiudere tutti i catalani che vogliono partecipare al referendum" sull'indipendenza della Catalogna, hanno avvertito davanti a migliaia di sostenitori della secessione i presidenti delle due grandi organizzazioni della società civile indipendentista Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Lo stesso sondaggiio dà il 48,5 per cento sfavorevole all'indipendenza, contro l 44,2 per cento a favore.

Il Consiglio - equivalente regionale della Corte Costituzionale - era intervenuto su sollecitazione del governo della Generalitat per pronunciarsi sulla legge finanziaria del 2017, che prevede anche le spese relative all'organizzazione del voto; il suo parere tuttavia è esclusivamente consultivo e l'esecutivo guidato da Carles Puigdemont aveva ribadito anche in quell'occasione la decisione - formalizzata oggi - di voler celebrare la consultazione in autunno.