Industria 4.0: manager protagonisti

Industria 4.0: manager protagonisti

Secondo i dati dell'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano il mercato italiano associato a Industria 4.0 vale complessivamente 1,7 miliardi di euro, il 25% in più rispetto alla rilevazione effettuata lo scorso anno.

Per questa ragione, le aspettative sono ancora più forti per il 2017: guardando al primo trimestre appena trascorso, le imprese stimano un tasso di crescita del 30% rispetto al 2016 e, se questi numeri saranno confermati a fine anno, in due anni l'Italia avrà quasi raddoppiato gli investimenti per la trasformazione digitale, recuperando il ritardo rispetto alle situazioni internazionali più mature, con il rischio concreto però di un eccesso di domanda rispetto alla capacità di consegna dei fornitori. Mentre è del 52% la percentuale di aziende che ha deciso di usufruire del superammortamento al 140%, il 36% dell'iperammortamento al 250%, mentre il 29% utilizzerà il credito di imposta per ricerca e sviluppo, il 7% compirà investimenti in startup. Le misure più richieste da aggiungere al Piano sono incentivi per corsi di formazione 4.0 (29%) e per le assunzioni necessarie a colmare il gap di competenze (25%).

"Sembra ormai vinta la prima sfida culturale, quella della consapevolezza sull'Industria 4.0: l'Italia dispone di un Piano nazionale, il tema è al centro dell'attenzione del mondo economico e il livello di conoscenza tra le imprese e' salito notevolmente".

Le applicazioni cui sono riconducibili gli investimenti si suddividono in tre grandi aree: Smart Lifecycle (sviluppo prodotto, gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori), Smart Supply Chain (pianificazione dei flussi fisici e finanziari) e Smart Factory (produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto norme). Nella Smart Factory, il 38% delle imprese ha adottato soluzioni di Industrial IoT e il 33% di Industrial Analytics, ma oltre un quarto ha investito anche in soluzioni di Advanced Automation e Advanced HMI. Si inizia con un'attività di informazione sulle opportunità messe a disposizione dal Piano Nazionale Industria 4.0, per proseguire con un orientamento operativo che parte dalla valutazione dei singoli casi aziendali con i relativi fabbisogni e progetti di investimento e arriva di conseguenza a rendere disponibile all'impresa ciò di cui ha bisogno per diventare 4.0: percorsi di formazione qualificata e qualificante, consulenza tecnica sugli investimenti e sui prodotti che rispondono ai requisiti del Piano, relazione con Università e Centri di Ricerca. "Il Piano può fungere da stimolo, ma le imprese non devono perdere di vista la vera opportunità competitiva che rappresenta l'Industria 4.0".

L'Osservatorio Industria 4.0 ha individuato oltre 100 skill tecniche necessarie per realizzare modelli di business di Industria 4.0.

Tra tutte le competenze in ambito Industria 4.0 quella che le aziende giudicano più rilevante risulta è la capacità di "definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi", su cui meno della metà delle aziende rispondenti (solo il 46%) dichiara di sentirsi sufficientemente preparata.