Ilva, sciopero a Taranto e vertice al Mise

Ilva, sciopero a Taranto e vertice al Mise

Questi, col vice ministro Teresa Bellanova e i commissari Ilva (Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi), incontrera' nuovamente stamani i sindacati metalmeccanici al Mise. Il suo piano prevede esuberi iniziali di 4.800 unità per arrivare a 5.800 nel 2021. Analoga attenzione va posta sulla parte ambientale che e' un altro elemento centrale della nuova Ilva.

Le Rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento siderurgico jonico, il più grande e importante del gruppo, respingono "con forza i numeri degli esuberi presentati da entrambe le cordate nei loro piani che risultano così non negoziabili" e si dichiarano "indisponibili a negoziare sui piani industriali presentati".

Lo hanno detto oggi i rappresentanti sindacali dopo l'ennesimo incontro al Mise sulla vicenda dell'Ilva.

"In riferimento alle interpretazioni relative alle proposte di acquisto di Ilva, si precisa che i livelli occupazionali sono legati a quelli produttivi". Il tutto insieme ad un'azione di vigilanza e di controllo delle ragioni strategiche nazionali e sulla difesa contestuale di salute e lavoro. Ad oggi l'organico delle società Ilva oggetto del trasferimento è composto da 14.220 lavoratori ad oggi effettivi di cui circa 2400 in cassa integrazione. "E' un messaggio esplicito alla cordata di ArcelorMittal a cambiare il piano". Calenda però ha già chiarito non solo che la procedura non consente rilanci ma pure che "solo dopo l'aggiudicazione il confronto con il sindacato diventerà vincolante". "Intanto diciamo no agli esuberi".

Sembra possibile, inoltre, che i numeri dei tagli previsti nell'offerta presentata da Am Investco siano "suscettibili di miglioramento, per espressa dichiarazione di disponibilità dell'offerente". Calcolando i tempi tecnici e amministrativi, i commissari hanno ritenuto che il decreto ministeriale per l'autorizzazione alla vendita deve essere emanato entro lunedi' o al massimo martedi' prossimo. Barbagallo: a queste condizioni piano inaccettabile "Se le condizioni rimangono queste la vedo difficile che i sindacati ed i lavoratori possano accettare un'impostazione di questo tipo". Su questo punto sono tutti d'accordo Fim Cisl, Uilm, Fiom, Ugl e Usb usciti dall'incontro senza aver ottenuto molto se non le rassicurazioni del Governo di una "protezione" sociale per tutti i lavoratori.